Quei pezzi di storia finiti in soffitta: il nostro viaggio nei gioielli cesenati rimasti in ombra Cesena, 8 luglio 2014 - Non di sola Malatestiana vive culturalmente Cesena e ci sono vari nodi da sciogliere per rilanciare la nostra città sotto il profilo dell'appeal culturale: museo della città nel complesso di Sant'Agostino fissato come idea ma che resta un miraggio; magazzino strapieno di reperti archeologici nel complesso di San Domenico; museo storico dell'Antichità visitabile su appuntamento (!); casa Bufalini in condizioni cronicamente ammalorate di fianco alla Biblioteca; Portazza col tetto rifatto ma cade a pezzi; museo storico anniversari doc da celebrare; fontana Masini da preservare; mure dell'Abbazia del Monte in stato comatoso, ricorrenze insigni da organizzare per movimentare il flusso. Abbiamo citato solo alcuni tra le questioni di maggior impatto per i frutori di cultura, a cui far fronte nel breve medio termine (in quelli lunghi saremo tutti morti, diceva Keynes) per dotare Cesena di una solida struttura come città di cultura che vada oltre i suoi tradizionali biglietti da visita: Biblioteca Malatestiana, Rocca Malatestiana e Abbazia del Monte. Il museo della città, a oggi, resta, un sogno. A inizio Duemila tra Comune di Cesena e Curia venne siglato un accordo per la divisione e il restauro dell'ex convento di Sant'Agostino, complesso di oltre mille metri quadrati per piano, formato da due ampi chiostri del 1400 e del 1500 e dal famoso 'Camerone', l'immenso salone su cui si affacciavano le celle dei monaci agostiniani. Il sindaco Conti pose come punto qualificante delle politiche culturali la creazione in questi spazi del Museo della città per riunificare in un unico alveo espositivo i frastagliati piccoli musei cesenati. Nel 2008 la facoltà di Architettura cesenate «Aldo Rossi» presentò un progetto elaborato per il recupero del convento di Sant'Agostino. I costi stimati si aggiravano sugli otto milioni. Il progetto però è stato congelato a causa dell'assenza di fondi. Da sei anni è in stand by. Risultato: cesenati e turisti non possono beneficiare di uno spazio museale adeguato. Quello Storico dell'antichità (accesso dal chiostro di San Francesco) è visitabile su prenotazione, mentre nel magazzino di San Domenico giacciono occultati pile di reperti archeologici. Passiamo alle case di insigni cesenati. Casa Bufalini, la dimora natale dell'insigne medico cesenate, (17871875) versa in stato di pessima conservazione ma la sua riqualificazione è prevista in un successivo stralcio dell'intervento sul complesso della Malatestiana, quindi bisognerà attendere molti anni. Anche la Casa Serra in corso Cavour, di proprietà di un privato discendente di Serra c a cui il Comune paga l'affitto ha registrato qualche tempo fa un problema di ammaloramento e l'auspicio è che essa possa utilizzabile per il centenario della morte di Serra che cade l'anno prossimo. A proposito: ci sono una serie di ricorrenze culturali di grande prestigio da onorare di cui ancora si sa poco o nulla: centerario della morte del letterato Renato Serra e del notaio benefattore Nazareno Trovanelli, i 550 della Malatestiana. Sul centenario della scoppio della prima guerra mondiale che ricorre quest'anno non sono partite iniziative di rilievo, almeno finora, e neppure sul 70 della Liberazione che verrà celebrato il 20 ottobre. Torniamo ai monumenti ammalorati: la Portazza . Il Comune ha finanziato il restauro del tetto, ma anche l'edificio necessità di un intervento di risanamento, ma non ci sono fondi. Si tratta, peraltro, di una delle due storiche 'portazze' sul Cesuola che nel 1371 difendevano la cinta muraria della città nei punti di entrata a sud e di uscita a ovest affiancando le cinque porte di accesso principali entro le mura cittadine. La Fontana Masini, monumento principe di Cesena in piazza del Popolo, deve essere dal canto suo più protetta. Più volte sono stati compiuti interventi di ripristino e restauro delle parti ammalorate, ma il fatto che la fontana non sia chiusa da una recinzione (per renderla più fruibile) fa sì che avventati visitatori salgano sui gradini, si appoggino e si seggano pure sulle balaustre, mentre a volte addirrittura ci siano ragazzini che si immergono. In condizioni versano anche le mura dell'Abbazia del Monte su cui annosamente mancano i fondi per poter intervenire da parte dei monaci, né il Comune si può permettere di surrogarli. Servirebbero mecenati, ma in questo duro periodo di crisi il mecenatismo in città si è miniaturizzato. Occorrerebbe inoltre una segnaletica di collegamento più efficace per indicare le case dei cesenati illustri della storia, per meglio raccordarle fra loro in un reticolo amalgamato.