È PIENO centro, a due passi da piazza Duomo. Una strada piccola, nascosta nel dedalo alle spalle di via Torino dove, adesso, proprietari e commercianti chiedono un intervento duro del Comune contro i clochard che, di notte, usano i portici della strada come dormitorio. Una cancellata notturna per via Falcone: almeno, per il tratto che, dal numero 7, scende verso l'incrocio con via dell'Unione. Una barriera per il degrado, per chi la chiede, ottenendo un no soltanto per una questione formale dal Consiglio di zona 1. Che dice, in sostanza: «presentate un piano più organico e si può ragionare». La domanda parte dal Fondo pensione per il personale di Unicredit, proprietario degli stabili che affacciano sul portico, realizzato nel Dopoguerra: i condomini e i negozianti dei palazzi è la spiegazione hanno presentato ripetute lamentele per la presenza dei senzatetto, che arrivano di sera e, durante la notte, occupano il marciapiede (lasciato libero dagli scooter) ma, spesso, ingaggiano anche liti ad alto tasso alcolico, lasciando i portici, al mattino, sporchi di rifiuti e di escrementi. Con l'aggravante che, proprio al mattino, c'è chi ha difficoltà ad aprire il negozio. «Sono qui da più di quarant'anni racconta una commerciante di via Falcone , ma ormai vorrei andare via: di notte non ci passerei mai, al mattino qui è un porcile e ho paura, perché quando ho provato a lamentarmi del degrado sono stata insultata, per non dire di peggio». Una situazione, quella della strada sotto i portici, che sembra essersi aggravata dopo che nei giardini di piazza Vetra è iniziato un controllo notturno più rigoroso e dopo che alcune gallerie in zona hanno deciso la chiusura notturna. Il problema non sfugge a Fabio Arrigoni, il presidente del Consiglio di zona. La questione è stata affrontata la scorsa settimana: la società chiede la cancellata anti-intrusione (il disegno dovrà essere deciso con Comune e Sovrintendenza) pagando i costi dell'opera e occupandosi delle operazioni di apertura e chiusura. Dal parlamentino arriva una risposta interlocutoria: si spiega, innanzitutto, che via Falcone è l'unica strada che le auto possono percorrere per andare da via Torino a via Mazzini, che il marciapiede sotto il portico è «l'unica e irrinunciabile protezione per i pedoni dal traffico automobilistico» visto che il marciapiede opposto è «di larghezza inadeguata ad ospitare un seppur esiguo passaggio pedonale » e, infine, che la proposta riguarda solo un tratto del portico. Chiudendolo, resterebbe aperto quello accanto. Risultato: il parere del Consiglio di zona è negativo, ma la proposta potrebbe essere riesaminata «nel caso il progetto fosse relativo all'intera area di porticato e comunque nel quadro di una soluzione progettuale complessiva della mobilità, soprattutto pedonale». Una richiesta viene fatta alla direzione Sicurezza del Comune: «promuovere appositi interventi sull'area per la presenza dei senza fissa dimora». Che, traduce Arrigoni, vuol dire «cercare di aiutare chi si trova in difficoltà, ma risolvendo anche lo stato di disagio di chi abita in quella zona».