È stata la Soprintendenza archivistica per la Lombardia il primo ente a rispondere all'appello lanciato alla fine dello scorso anno dal Centro studi Giuseppe Terragni (Csgt), confinato In un bugigattolo e pieno di debiti. Da Milano è arrivata la comunicazione che l'archivio del grande architetto è stato vincolato. O meglio, è partita la procedura per vincolarlo, che si concluderà automaticamente in 30 giorni, ovvero l'11 maggio, «Questa Soprintendenza - scrive la responsabile Marina Messina - ha avviato il procedimento di dichiarazione previsto dall'art. 14 del Codice dei beni culturali e del paesaggio per l'archivio indicato in oggetto consistente in: 2900 disegni, 15.000 documenti, 2000 pezzi di materiale fotografico, 33 dipinti o 60 disegni non architettonici più la biblioteca 1924-1942». Basta la comunicazione, in attesa che passi il mese canonico, per applicare al fondo di Terragni «le disposizioni previste per gli archivi o i documenti già dichiarati di interesse storico particolarmente importante». Il presidente del Csgt, Lorenzo Spallino, tira un sospiro di sollievo: «Innanzi tutto -dice - il vincolo scongiura l'ipotesi che l'archivio finisca all'accademia di architettura di Mendrisio: difficilmente la soprintendenza approverebbe il trasferimento all'estero. In secondo luogo, nel caso in cui dovesse essere venduto, non potrà essere smembrato e lo Stato avrà il diritto di prelazione, cioè di comprarlo allo stesso prezzo proposto dall'acquirente privato. Infine è possibile accedere a finanziamenti e anche a contributi operativi da parte della Soprintendenza». Il problema, ora, è trovare una sede adeguata in città per togliere l'archivio dal bilocale di 30lmetri quadri affittato dalla famiglia Terragni al Csgt in via Indipendenza. Spallino attende di incontrare l'assessore comunale Sergio Gaddi per valutare l'ipotesi di collocarlo in Pinacoteca. «Non dovrebbero esserci difficoltà - afferma Gaddi -, L'idea mi piace, mi sembrerebbe il posto' più adatto. Ciò, però, non significa che il trasloco sia automatico: bisogna valutare la disponibilità di spazi». E questo è un punto dolente. «Il problema di trasferire il materiale è grosso - sostiene il direttore dei musei Lanfredo Castelletti -. Da anni speriamo di espanderci acquisendo l'ex carcere di San Donnino, ma al momento non c'è nulla di fatto. Un conto è trovare un deposito per il materiale di Terragni, altro accogliere una realtà dinamica come il Centro studi. L'ipotesi merita la massima considerazione, ma è tutta da studiare». Intanto Spallino punta a coinvolgere gli enti pubblici nel consiglio direttivo del Csgt «per farlo passare dall'ambito familiare a quello museale-archivistico». Positivo un primo incontro con l'assessore provinciale alla Cultura Edgardo Arosio: «Quanto abbiamo fatto in occasione del centenario - dice l'esponente del Carroccio - ci vede stimolati a proseguire nella tutela e nella valorizzazione dell'archivio. Porterò la proposta in Giunta».