TRENTO A tre anni dallo stop imposto dal presidente Giorgio Napolitano la norma sulla provincializzazione del parco dello Stelvio è a un passo dall'essere trasmessa al consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Il testo è stato approvato, ma il ministero si oppone. Il presidente della commissione dei dodici, Lorenzo Dellai: il varo entro settembre. BOLZANO A tre anni dallo stop imposto dal presidente Giorgio Napolitano la norma sulla provincializzazione del parco dello Stelvio è ad un passo dall'essere trasmessa al consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Dopo la prima approvazione della bozza a maggio, ieri vi è stato un ulteriore passaggio in commissione dei dodici «che se tutto andrà bene è stato l'ultimo», precisa il presidente Lorenzo Dellai e ora manca solo l'intesa con la Regione Lombardia che dovrà essere messa nera su bianco entro metà settembre. Il ministero dell'ambiente ha dato parere negativo non reputando sufficienti i poteri dati al comitato di coordinamento che dovrà garantire l'unitarietà del parco, ma l'Svp sta spingendo a mille. La norma, infatti, ha un grande valore simbolico di «riconquista» del territorio scippato dallo Stato centrale. Per cui difficilmente ci saranno altri rinvii. «Speriamo sia la volta buona», commenta, laconico, Arno Kompatscher. Nel 2011, cosa che accade molto di rado, il Capo dello Stato non firmò il decreto con cui avrebbe dovuto promulgare la norma varata dal governo. Pochi giorni prima gli ambientalisti avevano lanciato un appello per impedire «la "rottamazione" del parco nazionale dello Stelvio». E il presidente, ascoltando anche le proteste lombarde, stoppò il procedimento. «Il testo approvato ieri sottolinea l'unitarietà del parco ma prevede il trasferimento della gestione del Parco nazionale alle Province di Trento e Bolzano che si faranno carico anche dei costi anche per conto della Lombardia e dello Stato», spiega il senatore Francesco Palermo. Si parla di una cifra annua per provincia di circa 5 milioni. Cresce, su pressione del ministero dell'ambiente, il numero di membri del comitato di coordinamento che sarà così composto: 2 membri nominati dal ministero, 2 dalla Provincia di Bolzano, due da quella di Trento, due dalla Lombardia, tre dai Comuni (uno per territorio), 1 rappresentante delle associazioni ambientaliste e 1 rappresentante del mondo scientifico. «La norma spiega Dellai va nella direzione di una autonomia speciale che si assume sempre di più grandi responsabilità di respiro nazionale ed europeo. Ricevere la delega dello Stato per un Parco che è e resterà "nazionale " anche se non più sotto la forma dell'ente statale è una scommessa significativa. È stato anche introdotto lo strumento delle linee guida che il comitato stesso dovrà adottare come base per i piani che saranno predisposti dalle due Province e dalla Regione Lombardia per le rispettive aree territoriali». Le perplessità del ministero in ogni caso restano perché al comitato di coordinamento non è stata data la facoltà di fornire pareri vincolanti. «La norma spiega Franca Penasa è stata approvata dalla maggioranza dei componenti con il mio solo voto di astensione. L'astensione è dovuta innanzitutto alla motivazione che la norma non è di salvaguardia per garantire la futura unitarietà del Parco Nazionale dello Stelvio, che aldilà di ogni posizione politica costituisce un irrinunciabile unicum ambientale. Anche alla luce della mia esperienza di Presidente del Comitato di Gestione Trentino per oltre 10 anni, ritengo la norma debole sotto il profilo di una reale tutela e con garanzie contenute rispetto alla problematica dei lavoratori irrisolta dal 1995. Oltre a ciò va evidenziato un parere negativo espresso dal Ministero dell'Ambiente e pertanto la mia nomina effettuata da Governo, mi impone di porre su questo aspetto la massima attenzione».