Rivoluzione cartelloni nella Capitale: saranno di meno e più piccoli. Arriva a Roma il nuovo Piano regolatore degli impianti pubblicitari che ieri pomeriggio è stato approvato dall'assemblea capitolina. La delibera propedeutica al Bilancio sul Prip prevede quindi la riduzione degli impianti pubblicitari del 38, cartelloni più piccoli, zone vietate come aree naturali, rive del Tevere, muraglioni o parchi pubblici. Ma anche il divieto per pubblicità con contenuti che incitano al sessismo o alla violenza. Nel piano vengono modificate le dimensioni massime degli impianti (si passa da 4x3 a 3x2) e i vincoli sulle aree tutelate (sono escluse le strade che circondano le aree naturali protette come riserva del litorale, Agro romano e Tenuta di Castel Porziano ma anche rive del Tevere, arenili, parchi pubblici, giardini, ville storiche e acquedotti) con l'obbligo di autorizzazione paesaggistica. Inoltre vengono classificate le strade e definite zone e sottozone che permetteranno ai Piani di localizzazione di prevedere tipologie e il numero di impianti per ciascun area. Ora saranno redatti con i municipi i piani di localizzazione - dove sarà specificata l'ubicazione esatta sul territorio di ogni singolo impianto. «Si chiude una pagina vergognosa per la città» ha commentato il sindaco Ignazio Marino.
Roma. Addio maxi-cartelloni approvate le nuove regole
Rivoluzione cartelloni nella Capitale: saranno di meno e più piccoli. Arriva a Roma il nuovo Piano regolatore degli impianti pubblicitari che ieri pomeriggio è stato approvato dall'assemblea capitolina. La delibera propedeutica al Bilancio sul Prip prevede quindi la riduzione degli impianti pubblicitari del 38, cartelloni più piccoli, zone vietate come aree naturali, rive del Tevere, muraglioni o parchi pubblici. Ma anche il divieto per pubblicità con contenuti che incitano al sessismo o alla violenza. Nel piano vengono modificate le dimensioni massime degli impianti (si passa da 4x3 a 3x2) e i vincoli sulle aree tutelate (sono escluse le strade che circondano le aree naturali protette come riserva del litorale, Agro romano e Tenuta di Castel Porziano ma anche rive del Tevere, arenili, parchi pubblici, giardini, ville storiche e acquedotti) con l'obbligo di autorizzazione paesaggistica. Inoltre vengono classificate le strade e definite zone e sottozone che permetteranno ai Piani di localizzazione di prevedere tipologie e il numero di impianti per ciascun area. Ora saranno redatti con i municipi i piani di localizzazione - dove sarà specificata l'ubicazione esatta sul territorio di ogni singolo impianto. Si chiude una pagina vergognosa per la città ha commentato il sindaco Ignazio Marino.
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