«Mi dissero che un sindacato si sarebbe rivolto all'onorevole Martusciello per provocare una reazione del soprintendente Spinosa». Non si placa la polemica sulla Floridiana, anzi l'assessore comunale Casimiro Monti ci aggiunge il sospetto di una relazione "pericolosa" di Spinosa col go verno, nella persona del viceministro ai Beni culturali. Il tutto per la difesa a oltranza di una decina di posti macchina all'interno del parco per il personale della soprintendenza. Questo almeno secondo l'assessore. Monti racconta di una sua visita in Floridiana in data 24 marzo, pochi giorni dopo che erano finalmente stati allestiti i cinque posti auto fuori perimetro, previsti dall'accordo fra le due parti. «Solo pochi giorni prima dice dopo notevolissime resistenze protrattesi per sei mesi, ero riuscito a ottenere l'uscita dalla villa delle auto che vi erano solitamente parcheggiate». In quella occasione gli venne fatta anche la confidenza su Martusciello. «Poi nulla più aggiunge fino alla lettera del soprintendente Spinosa al sindaco, un plateale fulmine a ciel sereno, che imputava al Comune scarsità di sorveglianza e mancanza di manutenzione». Si tratta della lettera che ha aperto il caso, con la quale in sostanza Spinosa denunciava il Comune per inadempienza degli obblighi assunti con la convenzione (sorveglianza del parco, manutenzione del verde, messa in sicurezza del parco, manutenzione straordinaria dello stesso) e minacciava la rescissione della convenzione e il ricorso al ticket per l'ingresso in villa. E dire che uno degli obiettivi della convenzione era dichiaratamente quello di garantire le libera fruizione del parco ai cittadini, messa a repentaglio dalle carenze finanziarie della soprintendenza. «In quell'occasione aggiunge MontiSpinosa fu spalleggiato a mezzo stampa dall'Ugl, che a sua volta incolpava il Comune anche del mancato funzionamento dei servizi igienici per l'utenza, che in Floridiana non ci sono e non ci sono mai stati». Conclusioni dell'assessore: «Accuse strumentali e indegne, la villa non è mai stata così ben tenuta da molti anni a questa parte. Se vi è una reale preoccupazione di migliorare la conduzione della Floridiana sono pronto al confronto e alla collaborazione, ma senza diktat né strumentalizzazioni politiche, e con le auto fuori dal parco». Di certo c'è che il clima è rovente. Se continua così, la convenzione, firmata a ottobre scorso, rischia di morire ben prima dei sei anni, rinnovabili, previsti dall'accordo. Portandosi peraltro con sé anche l'appalto, già varato dal Comune, per il servizio di manutenzione straordinaria, e quel milione circa di euro stanziato alla bisogna da Palazzo San Giacomo per gli adempimenti a suo carico previsti dalla convenzione. Nel frattempo al Vomero rischia di strutturarsi anche una guerra di nervi, assai "sui generis". Basti pensare che l'ingresso al parco resta di competenza del personale della soprintendenza: si rischia il disco rosso ai dipendenti comunali, magari a quelli demandati al controllo del divieto di parcheggio interno. «Ma è già successo una volta lamenta Monti . Non hanno consentito l'ingresso a un'auto elettrica del Comune per lavori di riparazione a una condotta. Gli operai si sono dovuti portare gli attrezzi a spalla». Intanto la minaccia del ticket continua a suscitare preoccupate reazioni. L'Udeur dice no al biglietto d'ingresso in villa e chiede un incontro pubblico di quartiere col parlamentare di zona Enzo Siniscalchi per dire no al ticket, mentre varie associazioni ambientaliste (Comitato San Martino, Wwf, Legambiente centro storico, Comitato contro l'elettrosmog, Mamme antismog, Unità delle sinistre) censurano l'autoritarismo del soprintendente e, per dirgli che la villa non è cosa solo sua, coniano lo slogan «la Floridiana non è una questione spinosa». Domenica sit-in delle associazioni contro il biglietto d'ingresso a pagamento.