Un ristorante, quantunque provvisorio, sebbene sotto una tensostruttura che sarà smontata, con tanto di bracieri e guardie giurate, va bene in tanti posti al mondo, in Italia, nel Lazio. Ma dentro quel magnifico antico luogo che è Villa Adriana a Tivoli è, secondo i Verdi, un insulto. «Villa Adriana, uno dei più emozionanti monumenti che esistono al mondo e che l'Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità, subisce in questi giorni un grave insulto: nella palestra delle Grandi Terme è stato installato una specie di gigantesco acquario di nylon, sorvegliato da guardie giurate, che racchiude un ristorante - denuncia il consigliere Comunale Verde di Tivoli Gianni Innocenti Una grandissima serra climatizzata, all'interno tavoli e sedie di un ristorante per almeno duecento riservatissimi posti a sedere. Intorno grandi aree coperte che probabilmente ospitano i servizi, finti bracieri e carri che dovrebbero essere simili a quelli che si usavano ai tempi di Adriano». Le grandi terme, più vaste delle piccole, sono la struttura architettonica nella zona orientale del complesso termale e vi si può rintracciare il calidarium, il tepidarium, le piscine e appunto la palestra. La Palestra delle Grandi Terme affittata per un ristorante provvisorio e permettere tre giorni di cene e divertimenti privati. La soprintendenza competente è quella archeologica del Lazio, ora retta da Anna Maria Moretti, anche se la concessione può darla direttamente il ministero. In discussione, per il consigliere dei Verdi, non è un abuso, lo è invece l'opportunità, culturale, di concedere permessi simili per far cassa e di cui c'è da ringraziare il governo Berlusconi (quello prima del bis): «A permettere tutto ciò, con una sala da pranzo con le sedie rovesciate sui tavoli che impedisce la vista dell'edificio e si offre agli occhi sconcertati dei turisti di tutto il mondo, - continua Innocenti - sono le nuove regole, varate dal governo, di gestione del patrimonio culturale ed ambientale italiano: conservazione sì, ma solo a patto che rendano. Lascia estremamente perplessi che la soprintendenza autorizzi allestimenti del genere. Faccio appello ai politici sensìbili, alle associazioni culturali ed ambientaliste perché intervengano per impedire che simili volgarità accadano ancora». Legambiente e Italia Nostra hanno ascoltato e già studiano il caso. Nel frattempo Innocenti precisa: lui non è contrario a qualsiasi uso, è contrario a questo uso: «In estate la stessa area ospita il palcoscenico per gli spettacoli e la tribuna per gli spettatori del Festival Euromediterraneo: si tratta di arte che ben si inserisce tra i ruderi della villa. Un conto sono le musiche di Puccini e la bacchetta di Lorin MazeI, altro gli odori di cucina e il rumore delle posate. Sarà anche questo un modo per incrementare le risorse del Ministero dei beni culturali? Credo che a tutto ci sia un limite». A sostenere la battaglia, di civiltà viene da dire, è anche il capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio, Angelo Bonelli: «Qualunque sia l'introito, questo evento costituirà un danno nei confronti dei visitatori, una vera mancanza di rispetto nei loro confronti. Non escludiamo l'utilizzo dei siti archeologici a patto che si garantisca l'assoluta sicurezza delle strutture e si ponga attenzione a cosa si organizza e come».