La relazione tecnica: «Trasporti da potenziare, necessaria una fermata della metro in zona» NAPOLI Settanta milioni d'investimenti, pubblici e privati, e «circa 300 posti di lavoro, tra diretti e indiretti». Nella relazione tecnica di accompagnamento all'accordo di programma che il premier Matteo Renzi siglerà il 14 agosto a Bagnoli per la ricostruzione di Città della Scienza, c'è anche questo: una boccata, pur se piccola, d'ossigeno per l'occupazione cittadina che, proprio nella zona, ha fatto registrare anche la perdita di oltre 50 posti di lavoro per il fallimento della Bagnolifutura. Ora però qualcosa, se la firma ci sarà, potrebbe muoversi. Tutto grazie al grande attrattore del Polo museale di Città della Scienza. Si legge sempre nella relazione: «Una volta completata, al Città della Scienza si presenterà come un insieme integrato di funzioni, con l'obiettivo di incrementare considerevolmente, rispetto al passato, la capacità attrattiva del sito, portando i visitatori dello Scienze centre a circa 300mila l'anno e portando nel Polo Tecnologico di Città della Scienza con le sue funzioni varie di Centro congressi (attualmente il secondo più utilizzato della Campania), di centro di Alta formazione e di incubatore d'Impresa a circa 800mila persone l'anno ». Un patrimonio «che Città della scienza mette a disposizione del futuro Distretto turistico del Campi Flegrei (progetto in itinere che vedrebbe coinvolti la Mostra d'Oltremare, le Terme di Agnano, Edenlandia, lo Zoo e tutti gli operatori turistici della dell'area)». Ma perché tutto ciò si avveri «dal punto di vista logistico e dei trasporti, indispensabili per il successo dell'intera azione di rilancio di Bagnoli e di Città della Scienza c'è scritto ancora si evidenzia che oltre ai trasporti su gomma (da potenziare), il Piano regolatore prevede, in area prospiciente Città della Scienza lato monte, la realizzazione di una fermata della metropolitana ». Il Polo museale, dal punto di vista dello sviluppo economico, «rappresenta», nell'Accordo di programma quadro, «sicuramente l'asse principale del presente programma e si inserisce nel più ampio scenario di attività per lo sviluppo svolte da Città della Scienza». «Un Polo dell'innovazione che si basa su varie funzioni interconnesse». Ma a Napoli, il governatore Caldoro e, soprattutto, il sindaco de Magistris non attendono solo la firma sull'accordo di programma per la ricostruzione di Città della Scienza, ma soprattutto quella, che nelle intenzioni del sindaco «non deve essere disgiunta», sul protocollo d'intesa per la bonifica di Bagnoli, quindi dei fondali e della spiaggia. E servono soldi, tanti soldi per fa tutto ciò. Al momento, i finanziamenti sicuri sono i 48 milioni e passa che il ministero dell'Ambiente ha in portafoglio già da tempo. Stime approssimative parlano invece di una cifra necessaria a far tutto, bonifica a terra e a mare, che non sarebbe inferiore ai 200 milioni di euro. Soldo più, soldo meno. Li potrà garantire Renzi? Diciamo subito che il protocollo d'intesa è anche un accordo politico. E nella bozza datata marzo 2014 l'impegni del governo a reperire le risorse per il completamento della bonifica c'è. Nell'entourage del sindaco regna un moderato ottimismo. De Magistris ha addirittura avanzato, in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno di qualche settimana fa, che addirittura nel maxiaccordo col governo potrebbe esserci un accordo che porterebbe alla soluzione del fallimento, ormai acclarato, della Bagnolifutura. Questo, se si tratta di ottimismo o di desiderio da parte del sindaco, si vedrà. Servono ancora un paio di settimane, poi Matteo renzi sarà a Napoli e si vedrà se tutte le sue promesse su Bagnoli si tradurranno in atti concreti con tanto di firme. 30 luglio 2014