«SIAMO un'impresa integrata nell'energia, impegnata a crescere nell'attività di trasformazione di petrolio e di produzione di energia elettrica, nel completo rispetto dell'ambiente e del territorio che ci ospita. Tutti gli uomini e le donne di Raffineria di Gela hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l'eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all'ambiente e all'integrità ». Così il passaggio del bilancio di sostenibilità del 2008 dell'Eni dedicato all'impianto di Gela. Trascorsi sei anni queste righe sembrano effigie, ritrovamenti archeologici di un'era che non esiste più. Oggi quello che Gela propone è un dramma ancora una volta analizzato e categorizzato in modo superficiale. La crisi del petrolchimico gelese non è solo un caso regionale di grande impresa che vuole chiudere, ma rappresenta una vera e propria frattura economica e sociale in cui lo stesso scambio implicito tra fattore lavoro-polo industriale rispetto all'inquinamento e alla più generale questione ambientale è ormai insufficiente, in una Sicilia che ancora non riesce a trovare la sua mission, il suo percorso di cambiamento. Gela sconta sulla sua pelle ferite che ha vissuto e che si ripropongono in modo diverso anche in altre zone della Sicilia.
Il futuro possibile di Gela senza la raffineria
SIAMO un'impresa integrata nell'energia, impegnata a crescere nell'attività di trasformazione di petrolio e di produzione di energia elettrica, nel completo rispetto dell'ambiente e del territorio che ci ospita. Tutti gli uomini e le donne di Raffineria di Gela hanno una passione per le sfide, il miglioramento continuo, l'eccellenza e attribuiscono un valore fondamentale alla persona, all'ambiente e all'integrità . Così il passaggio del bilancio di sostenibilità del 2008 dell'Eni dedicato all'impianto di Gela. Trascorsi sei anni queste righe sembrano effigie, ritrovamenti archeologici di un'era che non esiste più. Oggi quello che Gela propone è un dramma ancora una volta analizzato e categorizzato in modo superficiale. La crisi del petrolchimico gelese non è solo un caso regionale di grande impresa che vuole chiudere, ma rappresenta una vera e propria frattura economica e sociale in cui lo stesso scambio implicito tra fattore lavoro-polo industriale rispetto all'inquinamento e alla più generale questione ambientale è ormai insufficiente, in una Sicilia che ancora non riesce a trovare la sua mission, il suo percorso di cambiamento. Gela sconta sulla sua pelle ferite che ha vissuto e che si ripropongono in modo diverso anche in altre zone della Sicilia.
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