"GLI Uffizi, in proporzione alle dimensioni, sono il primo museo del mondo. Ma questo dato inorgoglisce la parte malata di me, non quella sana che vorrebbe un museo dove le opere si possano ammirare con tranquillità. D'altro canto cosa fare? Dovrei chiuderli?". Dice così Antonio Natali, direttore della Galleria di Firenze, che ha sfiorato i due milioni di visitatori nel 2013 ed è al 26mo posto per affluenza (primo museo italiano), secondo la classifica di The Art Newspaper. Sta dicendo che preferirebbe staccare un numero inferiore di biglietti? "Dico che i musei sono luoghi dove "vedere" e "pensare", non centri commerciali. Non bisognerebbe ragionare sui numeri, ma sull'educazione. Non basta dire che l'Italia è un museo diffuso, si deve anche allargare la conoscenza storica del nostro patrimonio. E ampliare il raggio del turismo per diminuire il numero dei visitatori nei centri dove l'opera d'arte è coltivata come un feticcio e in realtà non si vede nemmeno più. Come si può ammirare la Gioconda con quelle bandiere di teste davanti?". Non ha mai pensato di istituire le visite a numero chiuso o con i tempi contingentati? "Non ci credo. Quando si entra in un museo, ognuno ha i suoi tempi. Minuti o giornate intere, non si può contare. Non posso chiedere a un turista che arriva dall'Australia di fermarsi solo due ore e andare via. Qui si tratta di cultura. Deve crescere il gusto e diminuire il conformismo. Se in Italia si parla solo degli Uffizi, il museo, e solo quello, sarà sempre strapieno". Quale sarebbe la soluzione allora? "Con la collana di mostre "La Città degli Uffizi" cerchiamo di promuovere un'azione centrifuga. "Dirottiamo" visitatori e nativi di Firenze verso altri centri: Castelfiorentino, Montevarchi, Scandicci. Ora con Dosso Dossi ci siamo spostati addirittura al Castello del Buonconsiglio di Trento". Ma la Galleria degli Uffizi resterà sempre il museo più visitato. "Sì, ma la cosa più importante deve essere educare i giovani al bello. Far sì che questi lo riconoscano, sin dalla scuola. Altrimenti il museo non serve a niente". Gli Uffizi stanno adeguando il loro sistema di climatizzazione. D'estate spostarsi nelle sale tra la folla diventa ancora più complicato. "Entro la primavera prossima il primo corridoio sarà pronto. Quando chiudiamo una sala per i lavori, trasportiamo di notte le opere più importanti. I visitatori possono vederle comunque. Il Rijksmuseum di Amsterdam è stato fermo dieci anni per adeguarsi. Chi oggi critica le condizioni degli Uffizi offende il lavoro che c'è dietro". Con l'Art Bonus ora è possibile scattare foto liberamente nei musei. Selfie compresi. "Di per sé potrebbe anche essere una cosa buona: salvare un ricordo sentimentale, la testimonianza di una sensazione. Ma se nella nostra realtà si traduce nello scattarsi un selfie facendo gesti sconci davanti alla Venere di Botticelli il museo finisce per diventare lo scenario di un dramma teatrale che distoglie chi vuole "vedere" i quadri. È come con la poesia: non potrei leggere Montale con uno che mi fa il cretino davanti. Torniamo sempre lì: è un problema di educazione".