«Quali sono i lacci e i lacciuoli che impediscono di dire, a chi si vuole impegnare per fare le cose in fretta, di andare avanti?». Diego Della Valle interviene con durezza sul degrado dei monumenti campani nel corso di una conferenza stampa sui lavori di restauro del Colosseo. E Caldoro chiede a Renzi di inserire gli Scavi nello sblocca-Italia. NAPOLI «Se ci fosse la possibilità di dire 'queste cose potete farle in tempi brevi', si potrebbero mettere a posto tutte le grandi bellezze italiane. Penso a Pompei, a Caserta, che vergogna. Ma perché questi posti ancora non vengono messi a posto? Cosa ci vuole? Quali sono i lacci e lacciuoli che impediscono di dire a chi si vuole impegnare che «queste cose gliele facciamo fare in fretta'?». Il patron del gruppo Tod's, Diego Della Valle, in occasione della presentazione della conclusione della prima fase dei lavori di restauro del Colosseo, è intervenuto con durezza sullo stato di degrado dei monumenti e dei siti archeologici italiani, sottolineando come il patrimonio storico e culturale del Paese sia il vero petrolio dell'Italia, con tutte le ricadute in termini turistici, e quindi sia la materia prima necessaria per uscire dalla crisi. Il dito è inevitabilmente puntato contro Pompei, che viene giù e per la quale non è assicurata neanche una manutenzione ordinaria soddisfacente, e per il Palazzo Reale di Caserta. «Gli alibi per chi vuole investire sono finiti. Auguriamoci che nel breve tempo vengano rimessi a posto i gioielli dell'Italia che hanno una ricaduta così importante per il turismo e per lo sviluppo economico. Io chiamerò i miei amici imprenditori aggiunge affinché decidano di diventare tutor di monumenti e mettano queste cose nei loro bilanci». Sull'art bonus Della Valle ha espresso un parere favorevole. «È il momento di far sedere le due correnti di pensiero. da una parte c'è chi dice è lo Stato che dovrebbe fare queste cose, dall'altra parte chi dice 'perché non i privati?' Io credo che queste cose vengono fatte nel rispetto più assoluto dei monumenti e delle persone, se i privati vogliono dare una mano in un momento come questo devono essere solo considerati i benvenuti». Dunque, Della Valle enfatizza il ruolo dei privati e si impegna a trovare investitori. Mecenati che possano diventare gli angeli custodi di un patrimonio alla deriva. E non è la prima volta che parla di Pompei con rammarico e con interesse. Lo aveva già fatto nell'ottobre 2001, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. «Abbiamo pensato di intervenire su Pompei rivelò . Abbiamo visto anche un progetto e lo abbiamo valutato con attenzione. Ci hanno però detto che ci sono molte aziende locali interessate ad intervenire. E in questo caso credo sia giusto che si facciano prioritariamente avanti loro. Spero che facciano presto. E bene». Un auspicio che a distanza di quasi tre anni non ha avuto seguito. Lo scorso aprile sull'ingresso dei privati nel salvataggio del sito archeologico, il ministro Dario Franceschini, in visita agli scavi, annunciò che «anche i privati cominceranno ad occuparsene. E' evidente che non si sostituirà all'intervento del pubblico, che è determinante, ma può essere di grande aiuto. Vorrei che si superasse un dibattito ideologico assurdo e si creassero le condizioni per una convenzione sul modello di Ercolano» Ed ecco dunque la strada. Oltre al Colosseo, «adottato» da Della Valle, un riferimento utile è quello di Ercolano dove nel 2001 David W. Packard, figlio del magnate americano proprietario del colosso informatico HP, decise d'interessarsi al sito archeologico attraverso la sua fondazione. L'Unesco ha più volte lodato il «modello Ercolano» e ha invece bacchettato la gestione di Pompei richiedendo interventi immediati. In dodici anni la fondazione senza scopo di lucro Packard humanities institute ha investito oltre 20 milioni di euro nell'area archeologica campana in un progetto a lungo termine, che portasse i maggiori benefici nel giro di decenni. Interventi realizzati in accordo con la Soprintendenza che hanno portato a risultati di rilievo. Oggi oltre il 65 per cento dell'area è visitabile, sono stati sostituiti o riparati buona parte dei tetti degli edifici e il sito ospita un percorso multisensoriale aperto anche ai disabili. E si sta cercando di integrare la città vecchia con quella nuova, coinvolgendo la comunità locale. Rispetto a Pompei dunque si è in una fase avanzata. Ma ci sono comunque diverse manifestazioni di interesse da considerare per la città riportata alla luce dall'eruzione raccontata da Plinio il Vecchio. Il Kuwait è pronto a investire su Pompei e punta al modello Della Valle. Ad annunciarlo lo scorso febbraio fu lo Sceicco Ali Khaled Al-Sabah, ambasciatore dello stato arabo. «L'investimento di cui parlo non è a scopo di lucro, ma a scopo di amicizia con l'Italia, in sostanza, quindi, penso ad un investimento per la valorizzazione e la tutela del parco archeologico campano senza cartelloni pubblicitari sul Kuwait e senza alcuna condivisione dei proventi dei biglietti di ingresso. Ritengo disse che Pompei appartenga all'intera umanità e che tutto il mondo, quindi, dovrebbe prendersene cura, non solo il Kuwait. Ben venga, dunque, lo stanziamento di risorse da parte dell'Unione Europea, ma tutti dobbiamo farci carico della salvezza di Pompei, noi inclusi». In quanto a Caserta, sono partite le fasi preliminari dei lavori di restauro alla facciata della Reggia, colpita tra il settembre e l'ottobre 2012 da due crolli dai cornicioni a causa della scarsa manutenzione. Da allora la facciata principale, ma anche quelle laterali, sono rimaste transennate per motivi di sicurezza, mentre l'iter per l'aggiudicazione dei lavori si è definito solo all'inizio del 2014 con notevole ritardo. L'azienda napoletana Edilcom sta realizzando da qualche giorno le indagini che precedono l'intervento vero e proprio anche se nei giorni scorsi le operazioni si sono interrotte per la visita del Papa; in particolare i tecnici, attraverso la cosiddetta «termografia», stanno verificando lo stato di degrado dovuto all'umidità della facciata attraverso il controllo delle temperature delle strutture metalliche che sorreggono gli elementi lapidei. Con la tecnica è possibile ricercare cause di infiltrazioni idriche. In totale i lavori di restauro alla facciata costeranno 21 milioni di euro, 9 dei quali già stanziati per la prima tranche.
Pompei e Caserta sono una vergogna
Il patron del gruppo Tod's, Diego Della Valle, ha espresso un parere favorevole al progetto di art bonus, che prevede l'assegnazione di fondi per la manutenzione dei monumenti e dei siti archeologici italiani. Della Valle ha sottolineato l'importanza di coinvolgere i privati nel restauro dei monumenti, sostenendo che il patrimonio storico e culturale italiano è il vero petrolio dell'Italia e che il suo restauro è essenziale per il turismo e lo sviluppo economico. Ha anche espresso il desiderio di coinvolgere i privati nel restauro di Pompei e Caserta, due dei siti archeologici italiani più degradati.
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