Alfred Marshall lo aveva definito la fabbrica senza mura. Con queste parole, infatti, l'economista inglese descriveva il modello organizzativo industriale del distretto, che ha consentito il rilancio tanto difficile dell'economia nell'Italia del dopoguerra. E ora proprio questo modello viene applicato per valorizzare il patrimonio culturale di una buona fetta della Sicilia occidentale, dando vita al distretto culturale di Palermo. Una dichiarazione di intenti manifestata nel novembre scorso, e che sarà riconfermata lunedì 2 maggio, con la firma di un nuovo protocollo d'intesa. Promotori dell'iniziativa sono al momento sette partner, soprattutto privati. Anzitutto la fondazione Banco di Sicilia. Poi, l'Ance di Palermo, l'associazione dei costruttori edili, l'Assindustria, il Consorzio Asi, ma anche il comune, la provincia e l'ateneo palermitano. Delle potenzialità di questo progetto, dei risultati sino ad ora ottenuti e delle esperienze di altri territori che lo hanno utilizzato come strategia di sviluppo, se ne parlerà sempre il prossimo lunedì, a partire dalle 10,30, a Villa Zito, a Palermo. A dirigere l'orchestra sarà il presidente della fondazione Bds, Salvatore Butera, che introdurrà gli interventi degli altri partecipanti. In particolare, saranno presenti all'incontro gli assessori regionali ai beni culturali e al turismo, Alessandro Pagano e Fabio Granata l'assessore provinciale al turismo, Salvatore Sammartano, l'assessore comunale alle attività culturali, Giovanni Puglisi, il presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Costanzo, il presidente del consorzio Asi, Alessandro Albanese, e il presidente diAnce Palermo, Ugo Argiroffi. Ma non solo. Ad aprire i lavori saranno, infatti, gli interventi del presidente del consorzio Civita, Gianfranco Imperatori, e della coordinatrice del progetto consorzio Civita, Francesca Neri, che spiegheranno nel dettaglio il progetto del distretto culturale di Palermo. È infatti proprio Civita, un'associazione tra enti pubblici di ricerca e imprese ad alta tecnologia che svolge attività di consulenza strategica, il soggetto al quale il team di partner palermitani ha affidato due anni fa lo sviluppo dell'idea del distretto, con l'obiettivo di trovare la via giusta per innescare un meccanismo virtuoso di crescita per il territorio sfruttando le sue ricchezze. Punto di partenza è stato quello di identificare un sistema di risorse strategiche nell'area interessata, che è l'intera provincia di Palermo. In particolare, Civita ha individuato quattro zone principali, raggnippate in base a caratteristiche del territorio simili dal punto di vista delle tradizioni, della cultura, e soprattutto del patrimonio monumentale e culturale. Si tratta nel dettaglio, dei poli di Palermo e Monreale, di Cefalù e Termini Imerese, della zona delle Madonie, e della zona intorno Contessa Entellina. Il consorzio ha poi elaborato le strategie specifiche per sfruttare le risorse disponibili e soprattutto collegarle. Spiega, infatti, a MF Sicilia il presidente della fondazione Bds, Salvatore Butera: «La nostra zona ha una domanda turistica sostenuta. Migliorare l'offerta culturale sotto il profilo della qualità e mettere a sistema tutte le risorse culturali, economiche, pubbliche e private presenti sul territorio, significherà aumentare l'offerta del "prodotto Sicilia" e quindi creare sviluppo». «Non a caso», continua ancora Butera, «l'iniziativa è partita proprio dai privati. Poi hanno subito risposto anche le amministrazioni pubbliche». «Inoltre», spiega ancora il presidente della Fondazione Bds, «nel corso dei tavoli tecnici che abbiamo tenuto nei mesi scorsi, questo interesse comune del settore pubblico e dei privati per la realizzazione del progetto ha portato ad avere contributi utili e anche necessari. Ne è un esempio la partecipazione agli incontri della sovrintendente ai beni culturali della provincia di Palermo, Adele Mormino, che ci ha guidato a identificare gli interventi da compiere, evitando così passi falsi». «Dopo la fase progettuale», conclude Butera, «bisognerà passare alla fase operativa e cioè cercare le fonti finanziarie e fare partire i progetti».
A Palermo la fabbrica della cultura
Il distretto culturale di Palermo è un progetto che mira a valorizzare il patrimonio culturale della Sicilia occidentale. Il progetto è stato promosso da sette partner, tra cui la fondazione Banco di Sicilia, l'Ance di Palermo e l'Assindustria. Il progetto è stato sviluppato dal consorzio Civita, che ha identificato quattro zone principali: Palermo e Monreale, Cefalù e Termini Imerese, la zona delle Madonie e la zona intorno Contessa Entellina. Il progetto mira a migliorare l'offerta culturale e a collegare le risorse culturali, economiche e pubbliche presenti sul territorio.
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