La ricetta per un'Expo «non degli ignoranti ma della cultura» è semplice: basta «mostrare quello che a Milano già abbiamo e che inspiegabilmente teniamo nascosto». Vittorio Sgarbi è da ieri ambasciatore di Expo per la Regione e, di fianco al governatore Roberto Maroni, lancia l'idea di portare a Milano i Bronzi di Riace durante i sei mesi dell'esposizione e di valorizzare alcuni palazzi oggi pressoché inaccessibili. L'attacco a Celant che cura il padiglione Arts Foods: «Soldi buttati via». La ricetta per un'Expo «non degli ignoranti ma della cultura», è semplice: basta «mostrare quello che a Milano già abbiamo e che inspiegabilmente teniamo nascosto». Vittorio Sgarbi è da ieri ufficialmente ambasciatore di Expo per la Regione, si occuperà di arte ed è già al lavoro in attesa di diventare, su nomina del governatore Roberto Maroni, presidente del museo Bagatti Valsecchi. La prima idea, illustrata ieri al fianco del Governatore, è quella di portare a Milano, durante i sei mesi dell'esposizione, i Bronzi di Riace, «che sono molto meno fragili di quanto vogliano farci credere» e che potrebbero arrivare grazie ad una trattativa con il Fec, una direzione del ministero degli Interni, garantendo in cambio due dipinti di Caravaggio. Sempre con l'obiettivo di mostrare quello che già c'è, Sgarbi ha individuato alcuni «padiglioni naturali» che a Milano potrebbero venire proposti come meta per i turisti «affamati di arte e bellezza», giusto per stare sul tema Nutrire il Pianeta. Si parte dal Castello Sforzesco: «Che sarebbe in realtà osserva il critico ferrarese la porta naturale di Expo, invece gli hanno piazzato davanti una struttura di tralicci ideata da uno studio di deficienti e per di più costata milioni di euro». Al Castello è conservata una parte di un trittico di Antonello da Messina: le altre due parti sono agli Uffizi e Sgarbi, insieme a Maroni, ha già incontrato il ministro Dario Franceschini e il sovrintendente fiorentino per studiare una sorta di scambio. In sintesi, Milano cederebbe l'opera di Antonello da Messina (che era stata acquistata con soldi della Regione negli anni '90) in cambio della cessione di un dipinto del pittore lombardo Vincenzo Foppa. Sia il dipinto di Foppa che il trittico verrebbero esposti, durante i sei mesi di Expo, a Palazzo Bagatti Valsecchi, altro padiglione della cultura. C'è poi il problema del Cenacolo. Vulcanico e irriverente coma sempre, Sgarbi parte dall'idea che «questa cosa dei danni fisici all'affresco di Leonardo e questa stanza che è diventata peggio di una sala operatoria, sono invenzioni per rendere la cosa più mistica». Quindi, il punto è «se ci aspettiamo 20 milioni di turisti, vogliamo consentire ad almeno un milione di questi di vedere Leonardo?». Ma, con i ritmi attuali di ingresso consentito, il traguardo è impossibile. A meno che, ed ecco la proposta, «si raddoppi il numero di accessi per gruppo, da 25 a 48, e si tenga aperto il Cenacolo fino alle 3 di notte». Sgarbi chiederà anche di aprire al pubblico Palazzo Litta, di proprietà dello Stato, e Palazzo Clerici. Il primo è «uno spreco immenso, visto che ci sono tremila metri quadrati completamente vuoti che invece durante l'Expo potrebbero ospitare collezioni, e metto a disposizione anche parte della mia, oppure mostre». Il secondo è «un gioiello tenuto nascosto, visto che conserva il più grande affresco di Tiepolo, un soffitto che potremmo mostrare ai turisti». Poi, ci sono gli itinerari lombardi, a partire dalla riscoperta dei Sacri Monti di Varese: «Dovremmo fare un pullman che ogni giorno porti a fare questo tour culturale in luoghi che sembrano santuari tibetani e che sono a un passo da qui». Sgarbi ha accettato di svolgere gratuitamente questo incarico e arriva l'inevitabile frecciata: «Andrò alla Corte dei Conti per denunciare questo spreco di soldi che si fa con il signor Celant Germano (cui Expo ha affidato il padiglione Arts and Foods, ndr) . Lo pagano 75 mila euro per una mostra che costerà sei milioni, che sarà sicuramente bruttissima e che si sarebbe potuta fare meglio e con molto meno. E perché Celant? Chi è Celant?».
Milano. Cultura, ciclone Sgarbi su Expo
Vittorio Sgarbi è stato nominato ambasciatore di Expo per la Regione Lombardia e ha lanciato l'idea di portare a Milano i Bronzi di Riace durante i sei mesi dell'esposizione. Ha anche proposto di valorizzare alcuni palazzi oggi pressoché inaccessibili, come il Castello Sforzesco e Palazzo Bagatti Valsecchi. Sgarbi ha incontrato il ministro Dario Franceschini e il sovrintendente fiorentino per studiare un scambio per la cessione di un dipinto di Antonello da Messina e di un dipinto di Vincenzo Foppa. Ha anche proposto di aprire il Cenacolo fino alle 3 di notte e di permettere il raddoppio del numero di accessi per gruppo.
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