Il Decreto Franceschini è legge. Notizia confortante, per un provvedimento la cui definizione è coincisa con la sua disposizione considerata più "rivoluzionaria": l'applicazione del 65 di credito di imposta (per tre anni) alle donazioni in denaro destinate a interventi a sostegno della cultura e del patrimonio. Ma se l'art-bonus (finalmente una definizione "moderna" e comprensibile!) è una mossa necessaria, che testimonia la volontà di superare «tabù post-ideologici» (parole - condivisibili - del Ministro) si deve pur evidenziare che non è ancora arrivato il momento di considerare la rivoluzione compiuta. Se la via è quella giusta, serve infatti ancora maggiore coraggio. Sul piano generale, intanto, sappiamo dell'importanza che avranno i decreti attuativi nell'applicazione della legge, e qui emerge una prima questione. La necessità che attraverso di essi si realizzi la massima semplificazione è infatti un obiettivo da non perdere di vista, perché la platea dei soggetti che emettono le cosiddette "erogazioni liberali" possa estendersi al maggior numero possibile di imprese e privati cittadini. Ma per far sì che questi non debbano perdersi nei labirinti della burocrazia è indispensabile un help desk che supporti gli investitori. Investitori, appunto, più che donatori passa io lessicale obbligato se si vuol davvero sostenere un cambio di mentalità e - uscendo dall'incubo deimercantineltempio- coinvolgere le imprese nella rivoluzione (culturale) della cultura. Il che vuol dire avere nel mirino l'obiettivo del 100 (come avviene negli Stati Uniti) della defiscalizzazione ed estenderlo anche ad altro tipo di donazioniinvestimenti, come quelli nella fruizione, nei percorsi didattici ed educativi collegati alle cultura. Ancora, nella gestione deiservizi aggiuntivi individuati dalla Legge come attuabili in forma diretta da soprintendenze e direzioni, riteniamo più efficace il coinvolgimento dei privati, sotto la vigilanza del Ministero, da cui potrebbe trarsi vantaggio in termini di professionalità competenze e investimento economicoe finanziario. Partnerships sull'accoglienza, il marketing, gli eventi, la ristorazione, il ticketing che uniscano pubblico e privato non solo nell'afflato filantropico ma sul piano funzionale, come deve avvenire per una moderna ed efficiente organizzazione e fruizione museale al servizio - tema cui più di tutti dobbiamo guardare -dello sviluppo del pubblico.
Ora non perdiamoci nei meandri burocratici
Il Decreto Franceschini è una legge che introduce il 65 di credito di imposta per le donazioni in denaro destinate a interventi a sostegno della cultura e del patrimonio. Questo provvedimento è considerato "rivoluzionario" e serve a superare tabù post-ideologici. Tuttavia, non è ancora arrivato il momento di considerare la rivoluzione compiuta. La legge richiede decreti attuativi per applicare le disposizioni, e la semplificazione è un obiettivo da raggiungere per estendere la platea dei beneficiari. È necessario un help desk per supportare gli investitori e coinvolgere le imprese nella rivoluzione culturale.
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