Ieri il deputato Nello Musumeci ha fatto rilevare che Catania è la città più commissariata di una terra commissariata. Commissariata la Provincia, commissariata la Camera di Commercio, commissariati gli Istituti case popolari, l'Autorità portuale, l'Asp, il Policlinico e il Cannizzaro. Un elenco imbarazzante cui dovremmo aggiungere anche la sovrintendenza di Catania retta, da oltre due mesi, da un funzionario facente funzione, l'etnoantropologa Maria Elena Volpes, sovrintendente di Palermo. Eppure una sovrintendente Catania l'aveva, l'arch. Fulvia Caffo, nominata a questo ruolo dalla Regione. Poi il ricorso di un collega, l'arch. Salvatore Scuto, ex sovrintendente di Messina, che ambisce a questo posto. Ricorso respinto una prima volta a gennaio e reiterato e, in questo caso, parzialmente accolto dal Tribunale del lavoro di Messina che ha rilevato che entrambi i candidati hanno valutazioni molto positive e quasi sovrapponibili e che, proprio per questo, la scelta della direzione regionale Beni culturali avrebbe dovuto essere motivata esplicitando i criteri e le ragioni che ne sono a fondamento. Dunque, a metà maggio scorso, l'arch. Caffo è stata sospesa dalle funzioni e il dirigente generale dei Beni culturali, dottor Giglione, si è preso un mese di tempo per motivare la scelta, poi i mesi sono diventati due e ancora non si ha notizia delle decisioni della Regione che pure ha assicurato che entro luglio darà una risposta. Risposta di cui la città è in attesa. E di certo un territorio come quello di Catania non può stare tanto tempo senza sovrintendente titolare, tanto più che sono in ballo questioni importanti da valutare e su cui esprimersi, come la variante del centro storico e il Pua, il progetto turistico lungo la costa della Plaja. A remorare la decisione, probabilmente, i nodi complessi che la Regione ha dovuto affrontare, a partire dal bilancio, ancora non approvato. E proprio al bilancio è legata la possibilità di avere i fondi necessari per garantire la pulizia degli uffici delle sovrintendenze e dei siti archeologici. A Catania, il contratto scaduto da maggio, funzionari e lavoratori si danno da fare per ridurre al minimo i disservizi. I dipendenti della sovrintendenza mantengono da sé il decoro delle proprie stanze, e al teatro romano e negli altri luoghi archeologici i pochi custodi assicurano l'apertura di un bagno per gli anziani e le mamme con bambini, ma per grosso pubblico, anche pagante, i servizi igienici sono interdetti. Un'assurdità, una condizione vergognosa e inaccettabile. Come dire: i problemi non mancano ed è incomprensibile aggravarli privando del capo uno degli uffici più delicati. 28072014
SICILIA - Da due mesi Catania senza sovrintendente
Ieri il deputato Nello Musumeci ha fatto rilevare che Catania è la città più commissariata di una terra commissariata. La città ha commissariati la Provincia, la Camera di Commercio, gli Istituti case popolari, l'Autorità portuale, l'Asp, il Policlinico e il Cannizzaro. Inoltre, la sovrintendenza di Catania è stata retta da un funzionario facente funzione, l'etnoantropologa Maria Elena Volpes, da oltre due mesi. L'arch. Fulvia Caffo, nominata a questo ruolo dalla Regione, ha subito un ricorso di un collega, l'arch. Salvatore Scuto, che ambiva a questo posto.
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