Prima che i "Tesori di Modica" tornino nelle teche del Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa e del Museo interdisciplinare di Ragusa, che li hanno eccezionalmente prestati al Museo Civico di Modica, oggi alle 19 sarà presentato a Palazzo della Cultura il catalogo della mostra che dal 2 aprile scorso ha riportato nella città cui idealmente appartengono, oltre cento preziosi reperti che prima d'ora mai era stato possibile riunire in un'unica esposizione. Il catalogo è stato curato dagli archeologi Annamaria Sammito e Saverio Scerra della soprintendenza ai Beni culturali di Ragusa e stasera, oltre a loro e alla soprintendente Rosalba Panvini, sono attesi l'assessore regionale ai Beni Culturali Pina Furnari e il direttore generale del dipartimento Salvatore Giglione, oltre al direttore del Museo Paolo Orsi, Gioconda Lamagna, e al direttore del Museo interdisciplinare di Ragusa Carmelo Di Stefano. Grazie alla collaborazione tra queste istituzioni museali, al pubblico è stato offerto il privilegio di avvicinarsi con la lente di ingrandimento alle origini della storia di un territorio: quello di Modica e delle sue contrade, dove i "tesori" sono stati rinvenuti nel corso dei decenni. In esposizione sono arrivati così i reperti archeologici trovati in Via Polara, lateralmente al Duomo di San Giorgio, tra gli anni 1927 e 1930: si tratta di circa settanta ceramiche e monili in bronzo attribuibili alla seconda metà dell'VIII sec. a. C., che testimoniano la vitalità del centro siculo dell'allora "Motyca". Oltre a questi oggetti, finora esposti nelle vetrine del Museo Paolo Orsi, da Siracusa sono arrivati anche gli ossi lavorati con le raffigurazioni della Nike alata, rinvenute in contrada Baravitalla a Cava Ispica. Antichissimi monili provengono dalla necropoli di Michelica, mentre fu ritrovato nel 1914 durante i lavori di copertura dell'alveo del torrente un pregevole gruppo bronzeo equestre, di cui è stato in esposizione un pezzo di dimensioni poco più grandi di quelle reali: in questo caso l'intervento di ricostruzione immaginato dal Liceo Artistico di Modica nel contesto della mostra, ha consentito ai visitatori di averne una lettura completa. Volontà degli organizzatori è stata anche quella di dedicare una sezione della mostra alla continuità delle ricerche, fino ad includere i "tesori" che nell'ultimo decennio il nostro territorio ha continuato a restituire: è il caso delle sepolture della prima età romana rinvenute a Palazzo Polara durante i lavori di ristrutturazione dell'edifico e delle ceramiche trovate grazie agli scavi effettuati nell'area del Castello dei Conti di Modica durante i lavori di restauro ancora in corso, e ancora dei reperti, con particolare riferimento alle iscrizioni, che ancora continuano a venire in luce nell'area archeologica di Treppiedi, e quelli rinvenuti durante le due campagne di scavo effettuate l'anno scorso nella necropoli preistorica di Calicantone a Cava Ispica. C. B. 28072014