CARO direttore, vorrei inserirmi nel dibattito aperto da Patrizia Asproni sulle politiche culturali nel nostro territorio, cercando di esprimere la visione di un cittadino impegnato a dare un contributo tecnico alla creazionegestione di progetti culturali. 1. Innanzitutto la valorizzazione del patrimonio culturale esistente è l'unico modo per conservarlo e farlo fruire ai cittadini. Senza una pianificazione di interventi basati sulla sostenibilità economica dei progetti, è impossibile immaginare che il sistema pubblico possa, da solo, sostenere la conservazione del patrimonio medesimo. 2. L'associare la suddetta valorizzazione al turismo e' un passaggio chiave nella strategia da impostare. Soltanto puntando, come Torino e il Piemonte hanno fatto con grandi sacrifici ma con grandi soddisfazioni negli ultimi anni, sull'aumento dei flussi turistici in arrivo nel nostro territorio, si può pensare di raggiungere una massa critica che consenta l'alimentazione di risorse finanziarie di supporto al contributo pubblico fisiologicamente in calo. 3. In questo contesto devono essere immaginate, promosse e incentivate tutte quelle iniziative mirate a fare rete tra i soggetti pubblici e privati, con lo scopo di evitare le duplicazioni, lo stillicidio degli eventi, il frazionismo antieconomico. Una cabina di regia regionale dovrebbe aiutare questo processo indicando il perimetro strategico e aiutando gli operatori a mettersi insieme, a ragionare non 'per campanili' ma per progetti a vocazione internazionale, rivolti soprattutto all'incoming di un turismo di qualità. In questo ambito bisognerebbe rivisitare anche la politica dei Marchi delle varie attività museali . 4. Un nuovo modello di partnership pubblico-privata deve essere individuato e reso operativo immediatamente. Il pubblico deve conservare un ruolo di registagarante delle varie progettualità. Il privato deve candidarsi a gestire i progetti. Bisogna, e qui risiede uno dei passaggi cruciali del nuovo modello, che il pubblico però si responsabilizzi a semplificare e rendere più efficiente il processo amministrativo ' a monte' di ogni nuova progettualità. Si deve pretendere che i tanto promessi processi di semplificazione siano davvero adottati 5. Last but non least, una provocazione di merito. Bisogna inventarsi una narrazione nuova e innovativa della nostra cultura. All'estero sono tutti stupiti di come noi italiani, non sappiamo valorizzare le bellezze. «La cultura deve essere piacevole» scriveva recentemente Andrea Carandini «entertainment significa l'atto del tenere piacevolmente occupati». Dobbiamo ripartire di lì, svecchiando format obsoleti, formando i nostri giovani a raccontare ai turisti le nostre bellezze con passione ed entusiasmo, gridando al mondo siamo pronti, felici e professionalmente preparati. Perché non cominciare questo nuovo approccio proprio dal nostro territorio, da sempre laboratorio di nuove idee e progettualità? ( avvocato)