Il Circolo Ufficiali, in attesa di trasferirsi nelle nuova sede individuata nella Palazzina Savorgnan di Brazzà, sembra non voler mollare gli spazi di Palazzo Barberini. La richiesta non è ancora ufficiale ma è certo che il Circolo chiedere di poter utilizzare per un numero maggiore di giorni all'anno ii gioiello architettonico appartenuto prima agli Sforza e poi alla famiglia Barberini. «Per ora l'accordo dei '97 (sottoscritto tra presidenza dei Consiglio dei Ministri, dai ministri della Difesa, delle Finanze e Beni e Attività Cultura, ndr) non è stato modificato - spiega il soprintendente speciale al Polo museale di Roma, Claudio Strinati -. Ci sono state delle richieste specifiche, ma non ufficiali. In quell'accordo si acconsentiva al fatto che le attività di rappresentanza del Circolo Ufficiali si svolgessero a Palazzo Barberini per un certo numero di giorni all'anno. Ora il Circolo, che nel '97 aveva uno statuto diverso rispetto a oggi, ha chiesto in modo informale di poter ampliare questa disponibilità di Palazzo Barberini. Un anno fa il Circolo è stato trasformato in Ufficio formale del Ministero della Difesa, cosa che consente alla Difesa di poter utilizzare in modo più ampio Palazzo Barberini. Ma non c'è nessuna modifica del protocollo, bensì dello Statuto del Circolo Ufficiali che da struttura privata si trasforma in ufficio pubblico, in questo senso è legittimo concedergli più spazio. Non ricordo se l'utilizzo fosse di 30 giorni all'anno, di fatto l'uso è concesso per la rappresentanza di Stato, non certo per feste private». Museo a rischio? Perché questa sarebbe la preoccupazione maggiore di fronte ad una modifica del protocollo. La Galleria nazionale d'arte antica, infatti, è in attesa dì riappropriarsi di tutti i suoi spazi e quindi di poter finalmente esporre in modo permanente tutte le sue collezioni, un percorso che copre un lungo periodo della storia dell'arte, dalla fine del Medioevo fino al Settecento. Sarà ancora possibile fare tutto ciò? 0 il Museo rischia dì capitolare? Non è così secondo Strinati. «Se il ministero della Difesa ha già un accordo con noi per utilizzare un certo numero di giorni all'anno determinati ambienti di Palazzo Barberini per la rappresentanza di Stato e questa ha esigenze maggiori nessuno sì oppone, perché il ministero della Difesa è un ministero come il nostro. Quello che non sarà più possibile è un uso privatistico del Palazzo, quindi niente più ricevimenti, feste e banchetti come è stato finora. Ma questo non significa rinunciare al museo, semplicemente le sale che ospiteranno i ricevimenti avranno i quadri alle pareti in modo da consentire le cerimonie, mentre nella altre sale ci saranno arredi, opere ecc...». D'altra parte era già in programma la presenza di spazi adibiti a conferenze, incontri, iniziative. Per il resto il Palazzo si prepara al recupero di ambienti di prestigio, una decina di sale da restaurare nelle quali verrà esposto tutto il materiale di cui dispone, ovvero centinaia di opere di maestri importanti della storia dell'arte, magari non famosi al grande pubblico come Pietro da Cortona o i maestri del manierismo romano, ma altrettanto importanti. Alcune zone del Palazzo saranno utilizzate per le esposizioni temporanee, altre per le attività culturali. Il problema sono i tempi: il trasferimento del Circolo era in programma per l'estate 2005 ma sembra che bisognerà aspettare più a lungo. Speriamo non troppo a lungo.