TERME maschili e femminili, una stazione di posta e un luogo di culto circondato da una necropoli, all'incrocio tra la via Portuensis e la via Campana, che collegavano Roma ai porti di Claudio e Traianoeal campus salinarum romanorum. Strutture di servizio, per il corpo e per lo spirito, destinate a confortare il tragitto dei viaggiatori e dei tanti trasportatori di merci, dal sale ai tessuti, in arrivo nella capitale dell'Impero romano dai moli di Portus, nell'odierna Fiumicino. Ecco svelato lo scalo portuense, affollato hub di duemila anni fa, riportato alla luce negli ultimi anni dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma. Le ultime strutture sono affiorate dallo scorso febbraio, durante i sondaggi preliminari per il raddoppio della carreggiata di via Portuense, in corrispondenza con il ponte della ferrovia Roma-Fiumicino fra via Belluzzo e via Majorana. E saranno visitabili dal pubblico solo per tre giorni (martedì, mercoledì e giovedì prossimo alle 10.15 per gruppi di 15 persone al massimo, con prenotazione allo 06.69615333) prima di essere interrate per l'ampliamento della strada. «Con il sindaco Marino e il presidente del municipio Veloccia abbiamo lavorato per sbloccare i fondi necessari a completare l'intervento, che servirà a dare respiro a un intero quadrante di Roma» spiega l'assessore capitolino ai Lavori pubblici, Paolo Masini. «Dopo la fine del lavori della Soprintendenza e la chiusura delle trincee, prevista per l'autunno, serviranno 90 giorni per completare l'opera, che potrebbe essere consegnata quindi per l'inizio del 2015» aggiunge Veloccia. «Vista l'importanza dei ritrovamenti abbiamo deciso però di organiz- zare con la Soprintendenza questo ciclo di visite guidate gratuite per mostrare a tutti il sito». Prima che torni a riposare per sempre sotto terra. Le visite si concentreranno sugli ultimi ambienti scavati. «Un percorso di circa 200 metri porterà i visitatori prima alle terme femminili, caratterizzate dalla grande vasca in cocciopesto rinforzata da contrafforti che probabilmente fungeva da cisterna. E poi, al di là del ponte, nei pressi delle terme maschili affacciate su un tratto basolato dell'antica via Campana spiega Laura Cianfriglia, responsabile dello scavo Mentre una necropoli stratificata e un piccolo edifi- cio di culto completeranno la visita». Gli scavi negli ambienti termali hanno portato alla luce un gran numero di oggetti femminili: una cinquantina tra spatole e spilloni in osso e in avorio, cucchiaini per il trucco, il manico di uno specchio e diversi contenitori per il balsamo. Ma fra i rinvenimenti più belli dell'ultima campagna di sondaggi, c'è anche un bacino marmoreo con due teste femminili lungo il bordo, forse una piccola fontana romana (la-brum), successivamente riutilizzata come acquasantiera. Era all'interno di un piccolo edificio accanto alle terme maschili, forse sede di un culto paleo- cristiano, vicino al quale sono emerse numerose sepolture. «Il culto dell'area sacra, dedicata probabilmente a San Pantaleo, era ben radicato, visto che documenti del '500 testimoniano l'esistenza nello stesso identico punto di una cappella» nota Cianfriglia. Nello stesso comprensorio, tre anni fa, erano stati portati alla luce i primi ambienti termali con rivestimenti in marmo e grandi mosaici bianchi e neri a motivi geometrici. «Li abbiamo smontati e li stiamo restaurando spiega Cianfriglia in attesa di trasferirli in un luogo più idoneo». Particolarmente interessante è anche il ritrovamento accanto a un piccolo mausoleo, situato nei pressi delle terme, di un cippo di travertino con un'iscrizione che attesta un intervento dell'imperatore Vespasiano (I secolo d. C.) per il recupero di un'area sacra abusivamente occupata da privati. Se le strutture antiche saranno sepolte, «le testimonianze restituite dagli scavi assicura la soprintendente, Mariarosaria Barbera saranno restaurate e esposte al pubblico in una sede della Soprintendenza sul territorio».
Terme e templi ecco l'antico "hub" di via Portuense
Un'area di scavo archeologico è stata scoperta a Roma, all'incrocio tra la via Portuensis e la via Campana. La zona, che collegava Roma ai porti di Claudio e Traiano, era un hub di traffico e commercio. Le strutture scavate includono terme maschili e femminili, un luogo di culto e una necropoli. Gli scavi hanno rivelato oggetti femminili, come spatole e spilloni, e un bacino marmoreo con due teste femminili. La zona era dedicata a San Pantaleo e ha una storia documentata. Le strutture saranno visitabili per tre giorni e poi sepolte per l'ampliamento della strada. Le testimonianze restituite dagli scavi saranno restaurate e esposte al pubblico.
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