Dichiarazione su Decreto Cultura L'approvazione, con la consueta blindatura del voto di fiducia, del decreto Cultura (art.12) da parte del Senato, rappresenta il primo strutturale colpo di piccone, o di ruspa, all'edificio della tutela del paesaggio. Istituire infatti commissioni regionali alle quali i Comuni potranno ricorrere contro i pareri espressi dalle Soprintendenze sui loro progetti infirma il potere giustamente monocratico delle Soprintendenze e manomette una delle pietre angolari di una tutela tecnico-scientifica ormai più che secolare dello Stato su beni collettivi come quelli paesaggistici e ambientali. E' vero che nelle commissioni vi saranno anche le Soprintendenze ma ai loro uffici viene chiesto di rispondere ai ricorsi in appena dieci giorni. Il che equivale, nella maggior parte dei casi, ad imporre una regola mai consentita, neppure sotto i peggiori governi Berlusconi: quella di un silenzio che equivale all'assenso. Infatti il carico ordinario di lavoro delle Soprintendenze ai Beni architettonici è per lo più insostenibile fin da ora: gli architetti in organico nell'intero Ministero sono infatti 480, per un territorio nazionale vincolato al 47 . Per Napoli e Provincia ogni architetto dovrebbe in teoria sbrigare 888 pratiche all'anno, 4-5 per giorno lavorativo, con sopralluoghi, missioni, verifiche, ecc. Per le province di Lecce, Brindisi e Taranto ci sono soltanto 7 architetti in tutto. Ma il caso di Milano (secondo l'ex segretario generale Roberto Cecchi) è il più grottesco: oltre 79 pratiche al giorno per ogni architetto della Soprintendenza. Se aggiungiamo che il decreto "Sblocca-Italia" in arrivo sbloccherà di fatto, con l'autocertificazione, le licenze edilizie,vede si può immaginare a quale massacro sarà sottoposto un paesaggio in quasi tutte le regioni già devastato. Per rianimare un mercato edilizio che presenta centinaia di migliaia di alloggi finiti vuoti e invenduti? Per attrarre altri milioni di turisti con un paesaggio italico di cemento e asfalto? E a chi attribuiremo la colpa di nuove alluvioni, frane, colate di fango? Per il Comitato per la Bellezza Vittorio Emiliani