Un condotto d'acciaio per l'edizione di quest'anno della kermesse veneziana.- Inaugurazione, il 15 giugno Un condotto di acciaio, duecento metri di tunnel praticabile, che lega e mette in comunicazione le varie sezioni della Biennale di Venezia 2003: l'opera si chiama, semplicemente, The Cord, è stata realizzata dal gruppo Archea Associati e da Cs Associati, ed è la «porta» della cinquantesima edizione della mostra, che sarà inaugurata il prossimo 15 giugno per concludersi il 2 novembre. Nel suo essere flessibile e frammentata (divisa in tratti di sette metri,a fine mostra sarà esposta in quindici città italiane), The Cord riprende e rappresenta i temi principali della rassegna. «Finito per sempre il tempo delle grandi mostre frutto di una visione unica, siamo alla molteplicità delle culture, dei linguaggi e delle prospettive, nella vita come nell'arte contemporanea», spiega il direttore della Biennale Francesco Bonami. Che per l'edizione del mezzo secolo ha scelto il titolo Sogni e conflitti: la dittatura dello spettatore. Ovvero la «possibilità per il singolo visitatore di trovare all'interno della rassegna una propria strada, una lettura autonoma da sostituire al concetto informe di "audience"». E fedele alla sua idea, Bonami ha affidato a dieci curatori la realizzazione di altrettante mostre. Alcune saranno poi trasferite in altre città italiane: Gilane Tawadros presenta Smottamenti; Igor Zabel, Sistemi individuali; Hou Hanru, Zone d'urgenza; Carlos Basualdo, La struttura della sopravvivenza; CatherineDavid, Rappresentazioni arabe contemporanee; Gabriel Orozco, Il quotidiano alterato; Molly Nesbitt, Sezione Utopia. Nel Padiglione Italia dei Giardini della Biennale, dove la mostra fu inaugurata nel lontano 1895, si terrà Ritardi e Rivoluzioni,curata da Bonami, con il primo video underground di Andy Warhol e opere di Charles Ray, Robert Gober, Matthew Barney. Al Museo Correr saranno invece di scena i classici dell'arte contemporanea: Fontana, Burri, Basquiat, Polke. All'Arsenale, antico centro della produzione navale della Serenissima e oggi spazio espositivo «in progress», sarà ospitata Clandestini i Clandestine, mostra dedicata agli artisti emergenti scovati dallo stesso Bonami in Paesi non tradizionalmente legati alla Biennale, dalla Turchia alla Polonia. In tutto sono sessantaquattro le nazioni da cui provengono gli artisti partecipanti. Per il presidente della Biennale Franco Bernabè «la centralità dello spettatore sarà ribadita dal miglioramento delle infrastrutture e dall'aumento della ricettività». E l'antica polemica sullo spazio per l'arte italiana è stata risolta, oltre che con le partecipazioni individuali, con la zona, che ospita lavori e ricerche di giovani artisti del nostro Paese. Due i «Leoni d'Oro» alla carriera dell'edizione 2003: Michelangelo Pistoletto e l'ottantacinquenne Carol Rama.