BOLZANO Per anni la sua famiglia ha chiesto che il busto di Cesare Battisti venisse tolto dal monumento perchè lui non aveva nulla a che fare con il fascismo. Oggi Mimma Battisti, ex assessora e nipote del martire della prima guerra mondiale, promuove il nuovo museo. «Mi piace anche l'anello perchè spiega toglie sacralità». BOLZANO Quando fu costruito il Monumento alla Vittoria, Mussolini lo voleva dedicare a Cesare Battisti come martire della patria che aveva combattuto durante la prima guerra mondiale per la conquista anche dell'Alto Adige. La vedova di Cesare Battisti si oppose a questa decisione perché lui non aveva affatto combattuto per la conquista dell'Alto Adige e aveva rispetto della popolazione locale, anche di lingua tedesca. Mimma Battisti, come nipote di Cesare Battisti, come vede la riapertura del Monumento? «Molto positivamente. Mi sembra che siamo sulla via giusta, una strada che porta alla convivenza in nome di un cammino europeo. Vedere che il primo giorno già 4.000 persone hanno visitato la cripta e che anche il presidente della giunta ha partecipato all'inaugurazione mi fa capire che la città abbia vissuto questa riapertura con lo spirito giusto, come un evento felice. In passato le posizioni radicali di entrambi i gruppi etnici ne hanno impedito la storicizzazione, quello italiano che vedeva nel Monumento il simbolo dell'italianità e quello tedesco che lo voleva abbattere o lo continuava a vedere come simbolo di un fascismo ancora vivo. Questo però è l'ultimo passo di un processo iniziato qualche anno fa». Quando? «Quando ci fu il referendum per cambiare il nome della piazza ero in Consiglio. Vissi quel momento con grande tristezza». Sua nonna si era opposta all'avvicinamento di Cesare Battisti al monumento: oggi ci sono ancora i busti di Cesare, Fabio Filzi e Damiano Chiesa. Cosa ne pensa? «In passato la mia famiglia aveva chiesto che il busto venisse tolto da lì perché lo ritenevamo un falso storico e infatti Cesare Battisti non ha avuto niente a che fare con il fascismo e non avrebbe condiviso lo spirito con cui il fascismo ha costruito questo monumento. Mia zia, Livia Battisti, aveva anche scritto al vescovo per chiedere la sua posizione in merito e lui le rispose che la Chiesa sarebbe stata a favore di una storicizzazione del monumento. Oggi, io non lo toglierei. Vedo in questo busto un Cesare Battisti molto fiero. L'artista che lo ha realizzato, Wildt, è molto noto a livello internazionale ed è riuscito a dare espressività all'opera». Cosa pensa dell'anello luminoso? «Non mi dispiace, toglie un pò di sacralità. Lo battezza con qualcosa di nuovo e moderno e secondo me sarà un battesimo di una nuova Bolzano».
Bolzano. Battisti promuove il Monumento
Mimma Battisti, nipote del martire della prima guerra mondiale Cesare Battisti, promuove il nuovo museo dedicato al suo zio. Il Monumento alla Vittoria, costruito da Mussolini, era stato dedicato a Cesare Battisti come martire della patria, ma la sua vedova si era opposta a questa decisione perché lui non aveva combattuto per la conquista dell'Alto Adige. Oggi, il busto di Cesare Battisti è stato riaperto al pubblico e 4.000 persone hanno visitato la cripta il primo giorno. Mimma Battisti vede la riapertura del Monumento positivamente, come un passo importante verso la convivenza in nome di un cammino europeo.
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