Non solo le Due Torri. Tutta Bologna deve uscire da quella che l'assessore Lepore chiama «una gestione familiare». Scatto e stacco di cultura: stucchevole dirlo ormai da decenni. Perché la proposta del fantasioso braccio destro di Merola non sia la solita trovata assessoriale, bisogna ragionare sul centro storico nel suo complesso, sul Quadrilatero, sul traffico e sui traffici. Serve una cultura della bellezza fra amministratori che sappiano diffonderla fra i cittadini. Il turismo nasce dall'urbanistica: per ora si può mettere le mani nei capelli. Una gara per gestire al meglio le Due Torri significa renderle appetibili. Fruttifere. Che qualcuno ci investa. Va bene parlare, come fanno i ragazzi di Merola, di New York del superman Farinetti-Eataly sposato (casualmente) con le coop, del Mauritshuis e La Ragazza con l'Orecchino. Bologna non è però la Grande Mela, non ha quadri-star, merchandising: ha una straordinaria urbanistica di cui le Due Torri sono l'esplosione. Al centro di tutto, la via Emilia diventava Romagna, le strade si biforcano, gli ultimi portici partono verso Est.Non ci si possono fare festini a pagamento come nei palazzi. Ci si possono organizzare rappresentazioni uniche, come la Lectura Dantis di Carmelo Bene, 1981. Rivolte alla città, dalla sua torre. Per ora non andiamo oltre le luminarie di Natale. Tutta la zona è stata massacrata da 150 anni, con amministrazioni conservatrici, socialiste, fasciste e antifasciste. Abbattute le tante torri, via Rizzoli sventrata guardando alla Parigi di Haussmann, come per le Mura. Provincialismo di quei tempi, occhio a non ripeterlo. Le Due Torri sono la Resistenza che può diventare futuro. Ragionando da adesso, mentre Strada Maggiore è chiusa e forse alla fine nessuno si suiciderà. Qualche pedonalizzazione seria bisognerà pensarla, oltre il folklore paesano dei T-days. Piazza Ravegnana, Mercanzia, San Vitale, Strada Maggiore possono diventare la Piazza dei Miracoli dell'Asinelli e Garisenda. Lanciando verso Est turisti richiamati dalla vita e da negozi intriganti. Con ritrovi, tavolini, feste. richiami. Senza autobus-dinosauri che tutto distruggono e abbruttiscono. Con il traffico e il Crealis pensati non da un funzionario di Tper, dall'uomo dei trasporti, ma da chi se intende di urbanistica e sappia favorire i passeggi e i commerci oltre i passaggi. Intellettuale composito cercasi, assessore Lepore, sindaco Merola. Una volta tanto una commissione vera per un progetto totale serve. Via Rizzoli non può essere l'orrore attuale, almeno si può ripulirla, indirizzarla come progetto verso lo sbocco naturale, le Torri. Quelle i turisti fotografano. Qualcuno, forse tanti protesteranno. Amministrare è saper fare i conti e risolvere i problemi. La chiusura di Strada Maggiore è comunque un atto di coraggio. I commercianti non possono limitarsi a protestare. Progettino. Gli abitanti della zona urlano contro il degrado. Chiedano soluzioni che non possono fermarsi alle ronde. Servono visioni o, almeno, visuali: per vedere il fascino di torri, portici, piazze, colori. Bologna.
Bologna. Errori e orrori, l'Asinelli e altro
L'assessore Lepore e il sindaco Merola hanno proposto una gestione diversa per il centro storico di Bologna, che include la gestione delle Due Torri. La proposta è stata descritta come una "gestione familiare" e come una "cultura della bellezza" che dovrebbe essere diffusa tra i cittadini. Il centro storico è stato descritto come un'area unica e straordinaria con una urbanistica di cui le Due Torri sono l'esplosione. La proposta include la possibilità di organizzare rappresentazioni uniche e di creare un'atmosfera festiva nella zona. Tuttavia, la proposta è stata criticata per il provincialismo e per la mancanza di soluzioni concrete per i problemi esistenti nella zona.
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