Ma per pagarlo si cercano altri sponsor. Trovati 25.000 euro, ne servono 62.000 In autunno le Mura potrebbero cominciare a perdere le foglie, e anche i rami, le piante e i rovi che le riempiono. L'assessore al Verde pubblico Leyla Ciagà ha incontrato il presidente dell'associazione OrobicAmbiente Giacomo Nicolini, che le ha presentato il proprio piano per disboscare i muraglioni. L'idea è di partire entro ottobre-novembre, sempre che l'associazione riesca a raccogliere gli 87.000 euro necessari ad acquistare il macchinario con ponte mobile necessario a terminare l'intervento in tempo per l'Expo. Per ora tre sponsor (due aziende e una banca) hanno già permesso di trovare 25.000 euro, e altri 10.000 potrebbero arrivare dal Gruppo Percassi. «L'incontro è stato molto proficuo commenta l'assessore . Non si è parlato di denaro, ma noi abbiamo garantito la nostra massima collaborazione per ogni altro aspetto dell'intervento». L'associazione si dice sicura di riuscire a raccogliere l'intera somma in tempo, ma se non ce la dovesse fare potrebbe chiedere ciò che dovesse mancare al Comune, in cambio di una manutenzione gratuita e assicurata per i prossimi anni. OrobicAmbiente troverebbe porte aperte da parte dei proprietari della zona in cui le Mura somigliano più a un bosco di montagna che a una fortificazione militare quattrocentesca. Cioè il Roccolino, lungo il percorso della zona settentrionale di Città Alta che si stacca da via Beltrami e scende fino a via Maironi da Ponte costeggiando un muro di vegetazione che non vede un'accetta o un decespugliatore dagli anni Settanta. Da allora la vegetazione ha ricominciato a lavorare fra i blocchi, scalzando diverse pietre, lasciandone in bilico alcune all'intersezione dei baluardi e facendone cadere altre, com'è successo di recente con il crollo di una grossa paulownia. «È una situazione pietosa riconosce Diego Leidi, commerciante in pensione proprietario del punto in cui è avvenuto l'ultimo crollo . Io non so cosa farci, anche se mi rendo conto delle delicatezza della cosa. Qualcuno era anche venuto a chiedermi il permesso di intervenire ma poi non ne ho più saputo niente. Sono pronto a dare la massima disponibilità». Lo stesso vale per Francesco Roncalli, ex docente universitario di Archeologia, il cui nonno acquistò il terreno insieme all'abitazione sovrastante un secolo fa: «Più che la vegetazione sotto le Mura a me fa paura quella sopra», spiega indicando gli alberi che spuntano nel suo giardino, sotto il quale nessuno indovinerebbe che si stende ciò che resta del Forte di San Marco. «Quando c'è vento gli alberi oscillano in modo pauroso, e c'è il pericolo che crollino di sotto, trascinando con sé pezzi di Mura. Quelli che potevo tagliare li ho tagliati, ma su quelli che crescono sulla fascia di rispetto non posso intervenire, e sono i più pericolosi. Se qualcuno vuole intervenire posso assicurare la mia ampia collaborazione. Spero che il Comune accetti l'offerta di cessione delle Mura da parte del Demanio: Roma è lontana, il Comune saprebbe curarle meglio».