Metti la cosa giusta al posto giusto e potrai vivere con un una certezza: avrai dei problemi. Almeno in Campania, almeno se questa «cosa» ha a che fare con la cultura. Quella di cui parliamo era ed è il Fondo «Amedeo Maiuri», ovvero la biblioteca dello studioso che ha portato alla luce quasi tutto il patrimonio archeologico campano così come ne fruiamo oggi, soprattutto Pompei. Quindi il fatto che l'Università Suor Orsola Benincasa, proprietaria delle carte dal 2001, fosse riuscita a sistemare il prezioso materiale proprio a Pompei, in due stanze di rappresentanza della sede del Comune, era una di quelle circostanze troppo logiche per durare. Così, il primo luglio scorso, il professor Umberto Pappalardo, responsabile del Centro internazionale per gli Studi Pompeiani del Suor Orsola, ha ricevuto una lettera di sfratto dall'ente: fuori in 20 giorni per far spazio ad un ufficio tecnico. Che deve essere molto importante se riesce a far traslocare questa «summa archeologica» nella città archeologica. TUTTI LA VOGLIONO TRANNE POMPEI - Il mondo intero ha fiutato l'opportunità e offerte di ospitalità sono venute dalla vicina Ercolano, dalle Università di Oxford e Cambridge e il ministero della cultura cinese ha scritto di volerla acquistarla a «qualsiasi prezzo». Di ieri l'ultima richiesta per il fondo che tutti vogliono tranne chi dovrebbe: s'è fatta avanti Capri. L'assessore comunale Caterina Mansi, in una nota, ha scritto che «nell'esprimere la viva preoccupazione che il Fondo possa trovare un'ubicazione fuori dall'Italia, il Comune si candida ad ospitarlo a Villa Lysis, nei pressi di Villa Jovis, vicina ai luoghi che il grande archeologo percorse in lungo e in largo nel corso delle sue ricerche». Il prof Pappalardo ne è felice. «Maiuri aveva un legame particolare con l'isola. Non era un uomo ricco, il suo domicilio era a Palazzo Reale dove i soprintendenti avevano casa, ma con l'appannaggio che riceveva come Accademico d'Italia comprò una piccola dimora ad Anacapri. Gli si devono lo scavo di Villa Jovis e quello della grotta azzurra: capì subito che si trattava di un salotto marittimo della villa soprastante, con le statue di Poseidone, aggi alla Certosa, che si riflettevano nello specchio d'acqua. Con il rettore andrò personalmente a ringraziare l'amministrazione dell'isola alla quale già lancio una proposta: una mostra Amedeo Mauri e Capri con i materiali tratti dal fondo». «OFFRONO UN PALAZZO FATISCENTE ANNI '70» - I venti giorni di termine sono scaduti. Novità da Pompei? «Hanno trovato una soluzione all'italiana. Hanno diffuso un comunicato in cui s'indicava un altra sede generica. L'unico con il quale ho parlato è stato l'assessore Diego Marmo che ha offerto il palazzo della pretura, un edificio fatiscente anni '70, dove ci manderebbero insieme con i vigili urbani. A settembre dovrò ricevere venti direttori di musei cinesi. Gli ho chiesto: li ricevo lì? E lui: professo' tenete ragione». Intanto nessuna revoca dello sfratto. E Pappalardo propone: «Un accordo tra ministero, Regione, Comune di Pompei e Suor Orsola per inserire la sede del Fondo nelle infrastrutture della città archeologica per le quali sono stati già stanziati ingenti fondi» ECCO COSA CONTIENE IL FONDO - Libri, manoscritti, taccuini, documenti, fotografie e cimeli: la biblioteca privata di Amedeo Maiuri è un giacimento per l'archeologia mondiale. L'uomo che portò alla luce Cuma, con l'antro della Sibilla, Ercolano, Pompei nella versione in cui la vediamo oggi, e i siti capresi di Villa Jovis e il cosiddetto Palazzo a mare, aveva raccolto un ingente patrimonio bibliografico acquisito nel 2001 dall'Università Suor Orsola Benincasa, proprio grazie all'intermediazione del professor Umberto Pappalardo tra l'ateneo e la famiglia. Il fondo è stato vincolato dalla Soprintendenza Archivistica della Campania grazie a Maria Rosaria de Divitiis e Adriana Carnevale. Oltre alla produzione scientifica e pubblicistica dello studioso tradotta in varie lingue, il fondo custodisce una vasta bibliografia di settore con migliaia di articoli italiani e stranieri con dedica autografa e, fondamentali, i taccuini di scavo autografi con foto d'epoca e disegni. QUELL'ESEMPLARE UNICO DI TITO LIVIO - Il nucleo librario conserva molti testi risalenti al 1700 e al 1800, le raccolte dei diari di scavo di Ercolano e Stabia di Ruggiero e l' unico esemplare del 1566 dell'opera Ab Urbe condita di Tito Livio (Venetiae, Paulum Manutium ). Nella sezione archivistico-documentaria troviamo il carteggio privato con novantatré lettere inviate all'archeologo da ventitré diversi corrispondenti tra i quali George Macmillan, editore in Londra (45 lettere dal 1927 al 1938); Ernesto Pontieri, Rettore dell'Ateneo di Napoli (21ettere del 1957). Interessanti anche le quarantuno lettere scritte o ricevute dalle figlie Ada e Bianca e dalla moglie Valentina che intrattenevano una corrispondenza con enti e personaggi politici tra cui il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, il senatore Giovanti Leone e il soprintendente alle Antichità delle Province di Napoli e Caserta, Alfonso de Franciscis tra gli anni 1964-1968. I TACCUINI DI SCAVO - Tra i documenti appaiono quelli di un'inchiesta amministrativa con centoquindici pagine dattiloscritte e trentaquattro manoscritte del Memoriale (1952) di Maiuri. Preziosissimi i sei taccuini che restituiscono gli scavi nei siti archeologici di Liternum, Paestum, Sepino, Velia e alcune aree archeologiche del Molise e del Sannio scritti tra gli anni 1924-1955. Un rilievo a sé assumono le millecentonovanta immagini suddivise in 940 fotografie, 48 diapositive e 202 immagini in 109 lastre di vetro. Gli scatti raccontano Pompei (370 foto tra 1870-1962); Ercolano 161 foto (1927-1955); Napoli 21 foto (1913-1976); Campi Flegrei 277 filo (1908-1976); Liternum 23 foto (1934-1958); Museo Archeologico Nazionale di Napoli (54 foto); Palazzo Reale 5 foto (1943) e a restituire la vita dello studioso con uno sguardo più intimo ci sono le foto private di Amedeo Maiuri (1937-1962). CIMELI: LA LIVREA - Tanti premi e medaglie e, tra i cimeli, la livrea azzurra dell'Accademia Nazionale d'Italia e sei dipinti, alcuni ovviamente di soggetto pompeiano. Tra i diplomi e le onorificenze, sette cittadinanze onorarie (fra le quali Rodi, Ercolano e Capri), diplomi e premi conferiti da enti ed associazioni dall'Istituto Archeologico Germanico all'Accademia Pontaniana fino all'Académie Royale di Parigi. 22 luglio 2014
Corriere della Sera
22 Luglio 2014
✓ Entità verificate
Fondo Maiuri sfrattato da Pompei. Il Comune di Capri offre Villa Lysis
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