SCAMPATA la sospensiva del Tar che avrebbe allungato ulteriormente i già biblici tempi di realizzazione del progetto Grande Brera, finalmente si parte. Ieri il ministero dei Beni culturali ha firmato il contratto con l'impresa vincitrice del bando dando di fatto il via ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Citterio, uno dei due tasselli del contestato trasferimento dell'Accademia negli spazi dismessi della caserma di via Mascheroni. Il progetto, chiamato appunto Grande Brera, oltre alla nuova sede per la didattica prevede infatti anche l'ampliamento delle sale espositive della Pinacoteca negli spazi del palazzo settecentesco di via Brera, occupato nel 2012 dal collettivo Macao. I soldi stanziati sono ancora solo una parte di quelli necessari per l'intera operazione 23 milioni su 108 , ma dopo decenni di proclami e polemiche si può dire che la macchina si è messa in moto sul serio. L'ultimo ostacolo da superare erano i due ricorsi al Tar contro il vincitore del bando di gara per la ristrutturazione di Palazzo Citterio, la Research Consorzio Stabile scarl con il progetto di Amerigo Restucci, rettore dell'università Iuav di Venezia, che ha ottenuto il punteggio più alto anche grazie a un ribasso del 38 per cento sui 13 milioni e 600mila euro di base. Una percentuale che ha sollevato qualche perplessità, tanto da spingere la direttrice regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Caterina Bon Valsassina, a procedere con ulteriori verifiche e due candidati perdenti a presentare ricorso al tribunale amministrativo. Conclusi positivamente i controlli del ministero, si aspettava la decisione del Tar. Che ora ha rigettato entrambe le istanze. «La notizia è un po' come quella dell'uomo che morde il cane commenta la direttrice Bon Valsassina . Possiamo dunque annunciare che il contratto con i vincitori verrà firmato immediatamente e che dopo il progetto esecutivo, il prossimo autunno partiranno i lavori di restauro». Poi ci vorranno due anni prima di vedere i nuovi allestimenti (6.500 metri quadri) dedicati all'arte del Novecento, in particolare alle collezioni Jesi, Vitali e Zavattini oggi sacrificate nelle sale della Pinacoteca o addirittura sepolte nei depositi. «Citterio non sarà pronto per Expo continua Bon Valsassina , ma stiamo pensando a un "aperto per restauro" per mostrare ai visitatori il work in progress. Operazione che comunque si potrà seguire "live" dai monitor posizionati dentro il Padiglione Italia » o sul sito web realizzato per garantire la massima trasparenza versolagrandebrera.it Il progetto di riqualificazione, studiato su un dettagliato preliminare preparato dalla sovrintendenza, prevede la conservazione della parte storica del palazzo (la facciata avrà un colore leggermente più chiaro, come si ritiene avesse quando fu costruito), ma anche di tutte le stratificazioni degli interventi più recenti, in particolare quello pensato dall'architetto inglese James Stirling, mai portati a termine completamente. Inoltre il giardino, abbandonato da anni, sarà sistemato, collegato all'adiacente orto botanico e trasformato a sua volta in una sede espositiva en plein air per le sculture, tra cui probabilmente anche i Sette Savi di Melotti. «Il percorso della parte permanente, al primo piano, inizierà con "Fiumana" di Pellizza da Volpedo spiega Sandrina Bandera, direttrice della Pinacoteca e proseguirà lungo una serie di ambienti piccoli e articolati, le stanze del vecchio palazzo, perfetti per valorizzare le collezioni da esporre. Al contrario dei grandi spazi dei musei moderni, qui le sale saranno piccole e collegate tra loro un po' come una casa-museo. Il secondo piano, con spazi più ampi, sarà dedicato alle mostre temporanee». Per quanto riguarda la caserma di via Mascheroni, Bon Valsassina ha appena fatto richiesta formale per 38 milioni di euro di fondi europei. Per la risposta bisognerà ancora aspettare.
Apre il primo cantiere della Grande Brera tocca alla Pinacoteca
Riassunto in 200 parole:
Il ministero dei Beni culturali ha firmato il contratto con l'impresa vincitrice del bando per la ristrutturazione di Palazzo Citterio, uno dei due tasselli del contestato trasferimento dell'Accademia negli spazi dismessi della caserma di via Mascheroni. Il progetto, chiamato Grande Brera, prevede la conservazione della parte storica del palazzo e la sistemazione del giardino, collegato all'orto botanico. Il percorso della parte permanente, al primo piano, inizierà con "Fiumana" di Pellizza da Volpedo e proseguirà lungo ambienti piccoli e articolati, le stanze del vecchio palazzo. Il secondo piano sarà dedicato alle mostre temporanee.
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