MESSINA Volevano trafugare i tesori del barocco nella Chiesa della Rotonda di Noto, ma avevano mire anche su luoghi sacri e ville delle province di Catania e Messina. Mobili ed opere d'arte finivano nei mercatini del fine settimana. A coordinare l'attività dell'organizzazione smantellata dai carabinieri, sarebbe stato il gestore di un negozio di oggetti d'antiquariato di Riposto, Vincenzo Castrogiovanni, 57 anni noto come «l'avvocato». Perii sostituto procuratore Vincenzo Cefalo sarebbe il «cervello» dell'organizzazione composta anche da Isidoro Presta, 58 anni gestore di un laboratorio di restauro a Giarre e Giuseppe Sapienza, 32 anni di Acireale. Agli arresti domiciliari si trovano Leonardo Indelicato, 38 anni di Giarre e Leonardo Zammataro 40 anni di Riposto. Un'organizzazione «familiare» che avrebbe utilizzato automobili proprie per compiere i furti e che, in caso di necessità, chiedeva per telefono la collaborazione di mogli e conviventi, pronte ad intervenire con denunce di falsi furti delle auto. Ai cinque, i carabinieri sono risaliti all'indomani del tentato furto di due colonnine di marmo dalla chiesa di San Teodoro Martire di Casalvecchio Siculo. Sull'auto abbandonata dai malviventi in fuga, gli investigatori piazzarono una cimice. Le indagini sono state svolte dai militari di Taormina in collaborazione con gli uomini del capitano Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Palermo, un gruppo specializzato nei furti in luoghi sacri e di opere d'arte che presto aprirà una sezione staccata anche Siracusa. Un servizio nell'edizione di Messina.