Lepore: «Entro l'estate la gara per una nuova gestione» Il custode: «Noi qui da 60 anni: non ci butti in strada» «Un asset assolutamente poco valorizzato». E ora le Due Torri vanno a bando. L'assessore al Marketing urbano Matteo Lepore lo ha annunciato in sede di commissione consigliare. Il simbolo numero uno di Bologna verrà dunque sottratto alla storica gestione della famiglia Zazzaroni per, parole dell'assessore, «rientrare in un piano complessivo di promozione turistica della città». Che verrà valutato tramite apposita gara. Il bando sarà pubblicato a breve: «Entro l'estate». «Sconcertato», nell'apprendere la notizia (da noi), Roberto Zazzaroni. La sua famiglia stacca i biglietti e accompagna i turisti sulla lunga scalinata degli Asinelli (nella foto) da 60 anni dalla prima concessione a papà Gino da parte dell'allora Ente provinciale del turismo. Ne cura gli interni, sistema i 300 gradini e si prende la responsabilità della sicurezza. «Solo oggi racconta sono salito in cima all'Asinelli 12 volte per accompagnare gruppi di visitatori e una troupe televisiva giapponese». Si sente scaricato: «Se c'è qualcosa che non va nella gestione, basta dirlo. Siamo pronti a ogni collaborazione. Ma il Comune non può buttare in strada due famiglie da un giorno all'altro». «Non si diventa ricchi», chiarisce, «ma sulla custodia delle Torri ci campiamo io, mio fratello Ennio e la sua compagna, mio zio e mia zia». Si dice disponibile a partecipare al bando ma se non dovesse vincerlo «anche se mi aspetto almeno un diritto di prelazione», sbotta chiede di essere assunto. «Devono assumere me e mio fratello, non possono lasciarci senza lavoro dopo tutto il servizio che abbiamo svolto. Parlerò con l'assessore, con il sindaco. Prendere decisioni del genere senza interpellarci è offensivo». Attualmente la famiglia Zazzaroni paga 900 euro d'affitto ma ha a carico le utenze e la manutenzione. L'ingresso alla Torre costa 3 euro «il prezzo più basso d'Italia», ribadisce il custode che snocciola anche record di presenze: «centinaia di persone al giorno, e 40 mila solo in sei mesi, dall'inizio dell'anno a oggi. Anzi, sono aumentate negli ultimi due anni». Il contratto d'affitto però è scaduto nel 2011, e «rinnovato» solo sulla parola del dirigente dell'ufficio patrimonio immobiliare del Comune. Sulla carta, insomma, il bando potrebbe partire senza intoppi burocratici. Ma non si tratta solo della gestione delle Due Torri. «È solo uno degli asset a cui stiamo pensando», chiarisce Lepore. La giunta sta infatti lavorando a un bando complessivo per la promozione turistica della città che sappia comunicare fuori, in Italia, ma soprattutto all'estero tutte le attività culturali di Bologna, e tutto ciò che potrebbe attrarre folle di turisti: dalle produzioni industriali a, ovviamente l'enogastronomia. Alla società (o alla cordata) vincitrice, inoltre, verranno dati in gestione alcuni luoghi di Bologna. Tra cui, appunto, le Due Torri che «devono essere rilanciate attraverso un progetto molto più forte» che potrebbe comprendere anche gli spazi commerciali alla base della Garisenda. Altre risorse a disposizione del vincitore verranno ricavate dalla tassa di soggiorno, introdotta due anni fa e che nel 2013 ha portato nelle casse di Palazzo d'Accursio 3 milioni di euro. «Per finanziare il bando spiega Lepore utilizzeremo il terzo che spetta al mio settore». In commissione, poi, Lepore ha individuato come punti forti del rilancio turistico la presenza del Museo Morandi e i quadri del pittore e le eccellenze enogastronomiche. Come modello per rilanciare queste ultime pensa allo store Eataly di New York e le sue scintillanti vetrine sulla Quinta Strada, e i suoi milioni di visitatori l'anno al punto che è il secondo negozio più visitato della Grande Mela. «Visto che con Eataly già collaboriamo ragiona non sarebbe male utilizzarlo come piattaforma per la promozione di Bologna». Una delle tante vetrine, in sostanza, potrebbe avere i colori della nostra città tra tortellini e mortadelle. I quadri di Morandi, invece, che già viaggiano per il mondo (prossima tappa Seul) «dovrebbero portare con sé anche la promozione dell'intera città». A questo, appunto, dovrebbe lavorare la società che vincerà il bando. «Prendiamo ad esempio la mostra di Vermeer organizzata in città: un grande traino per noi ma anche una grande occasione per il Mauritshuis dell'Aia che custodisce i capolavori».