Il parere (positivo) del Consiglio di Stato c'è, i lavori possono procedere come stabilito. La firma del progetto è arrivata ieri, il cantiere partirà il prossimo autunno. E tra due anni il nuovo Palazzo Citterio sarà pronto a ospitare le collezioni della Pinacoteca. La Grande Brera avanza. Non in tempo per Expo, anche se si potranno visitare i locali in ristrutturazione. Forse è presto per dire fine a questa lunga storia, 40 anni di polemiche e ricorsi. Ma la strada sembra tracciata. Il parere (positivo) del Consiglio di Stato c'è, i lavori possono procedere come stabilito. La firma del progetto è arrivata ieri, il cantiere partirà il prossimo autunno. E tra due anni il nuovo Palazzo Citterio sarà pronto a ospitare le collezioni della Pinacoteca. La Grande Brera avanza. Non in tempo per Expo, anche se si potranno visitare i locali in ristrutturazione. «E per le caserme Carroccio e Magenta annuncia il direttore regionale dei Beni culturali Caterina Bon Valsassina ho chiesto all'Europa 38 milioni di euro». Forse è presto per dire fine a questa lunga storia, 40 anni di polemiche e ricorsi. Ma la strada sembra tracciata. Respinte le richieste di sospensione del progetto avanzate da due società contro l'assegnazione dei lavori all'impresa «Research Consorzio Stabile» (progettista il rettore dello Iuav di Venezia, Amerigo Restucci), accusata di applicare un super-ribasso, ora si può tornare in ritardo a lavorare. Per trasformare Palazzo Citterio in un nuovo polo della pittura del Novecento e non solo (collezioni Jesi, Vitali, Zavattini, ma anche i ritratti del Fayum), e della scultura, nel giardino collegato all'Orto Botanico (da Pietro Consagra ai Sette Savi di Fausto Melotti). La distribuzione degli spazi: al piano terra e al primo le collezioni permanenti, al secondo le mostre. Colpo d'occhio: la prima opera che i visitatori incontreranno sarà «Fiumana» di Giuseppe Pellizza da Volpedo. «Ma l'effetto sarà molto diverso rispetto al Museo del Novecento, ci saranno molte connessioni con l'arte antica», commenta la sovrintendente Sandrina Bandera. Una casa museo con due ingressi, salottini, fregi e boiserie, in pieno stile ambrosiano. Ecco come sarà Palazzo Citterio acquistato nel 1972 dallo Stato per ampliare la Pinacoteca al termine dei lavori, che dureranno 545 giorni e si potranno controllare sul sito versolagrandebrera.it ; dall'autunno, probabilmente da metà novembre, le webcam seguiranno il restauro, facciate esterne comprese: dall'ocra odierno torneranno ai colori originari, più tenui. Infine, durante il semestre di Expo, sarà possibile ammirare il cantiere di persona o con monitor installati nel Padiglione Italia. Il recupero del Palazzo, fa notare il sovrintendente per i Beni monumentali Alberto Artioli, completa il «tridente» messo in atto dalla direzione regionale del ministero nell'ambito dei 23 milioni di euro finanziati nel 2012 dal Cipe, che comprende il restauro e il consolidamento dei tetti del complesso braidense (in corso, 6.500 metri quadri che saranno raggiungibili con un ascensore). Terzo passo «verso la grande Brera», il recupero delle ex caserme Carroccio e Magenta, destinate al campus di Belle Arti. Per questi lavori (al primo posto in un elenco di 5 progetti nazionali), Caterina Bon ha chiesto 38 milioni al fondo Sviluppo e coesione della Ue. Obiettivo, «dare all'Accademia un'espansione degna».