ROMA Cinquanta euro. Tanto può valere il sogno di accaparrarsi un metro quadrato di verde in una città, Caserta, dove ormai l'ecomafia si mangia intere colline in una notte senza che nessuno riesca a bloccare il fenomeno delle cave illegali. Cinquanta euro per un metro quadrato di giardino non è un prezzo impossibile. I metri a disposizione sono 324.533 piazzati al centro della città della Reggia, sul Campo di Marte, laddove l'esercito borbonico faceva la sue esercitazioni militari e dove nel XVII secolo c'era l'antico edificio vescovile, mentre nel dopoguerra le Forze Armate ci sistemarono la Caserma Sacchi. Oggi è soltanto l'ex Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati, il «Macrico», come l'hanno ribattezzato i membri dell'omonimo comitato. Un immenso spazio al centro della città abbandonato, chiuso con i cancelli, pieno di alberi, capannoni, qualche edificio. Il sogno è tutto qui: trasformarlo in uno spazio dedicato ai cittadini e al loro tempo libero. L'idea è seducente? Folle? Irrealizzabile? Intanto è un'idea coraggiosa. Che sta raccogliendo proseliti in tutto il Paese da quando Italianostra se ne è fatta portavoce. Il Comitato Macrico si è posto un obiettivo: acquistare l'area con i proventi delle «azioni» dei cittadini e dedicare 10mila metri dell'area all'Orto Botanico della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università; una parte al Festival Internazionale dei Giardini e tutto il resto agli spazi ricreativi. «Una sfida che riteniamo simbolicamente importante, il Comune in quell'area vorrebbe realizzarci un asse stradale sotterraneo - spiega l'architetto Maria Carmela Caiola: membro del Comitato nonché consigliere comunale con una lista civica tra i banchi dell'opposizione -, il nuovo municipio, residenze, un albergo e un museo per un totale di 200mila metri cubi. Il concorso bandito dal Comune per nuovi progetti per la riqualificazione dell'area è stato vinto dagli architetti Stefano Boeri, Raffaele Cutillo e Beniamino Servino». La realizzazione e la gestione delle opere (che dovrebbe investire 113 milioni di euro) sarebbero affidate «ad una società di trasformazione urbana pubblico-privata», spiega l'architetto Caiola, arrivata ieri a Roma al Teatro Flaiano per ritirare il primo premio del concorso Roberto Villirillo, «Buone pratiche nei servizi di pubblica utilità», giunto alla quarta edizione e indetto da Cittadinanzattiva. Il premio, nato in occasione della «I giornata Nazionale dei servizi di pubblica utilità» (con lo scopo di segnalare ogni tanto anche qualche buona notizia), assegna 2600 euro per sostenere un progetto che abbia come obiettivo il miglioramento della vita dei cittadini attraverso servizi a loro misura. E il progetto di Caserta «Regalati il verde: comprati il Macrico» sembra rispondere a questo e ad altri sei requisiti ritenuti indispensabili: misurabilità (possibilità, cioè, di quantificare l'impatto dell'iniziativa); innovati-vita; miglioramento; riproducibilità (possibilità di applicazione in luoghi e situazioni diversi da quelli in cui l'iniziativa è stata realizzata); valore aggiunto: sostenibilità. «Adesso abbiamo bisogno di sponsor forti, autorevoli - dice l'architetto. Il presidente della Regione, Bassolino, ha promesso di aiutarci, come il neopresidente della provincia, Alessandro De Franciscis, che prima di candidarsi ci ha dato mille euro». Anche Romano Prodi, spiega Caiola,,«ha mostrato interesse per la nostra iniziativa». D'altra parte a Caserta chi non è direttamente interessato al progetto del Comune - guidato da una giunta di centro destra- è favorevole al progetto del Comitato. Nel 2001 «Macrico Verde» ha raccolto 10mila firme a sostegno dell'utopia che rischia di diventare realtà: destinare quell'area a verde pubblico «zona F2 del piano regolatore generale, cioè territorio inedificabile-destinato alla realizzazione di giardini pubblici, con i relativi arredi fissi richiesti per la loro più completa fruizione». Sarebbero disposti a sborsare 16,5 milioni di euro . Secondo una valutazione effettuata da Regione, Provincia e Comune, quell'area, oggi di proprietà dell'Istituto Diocesano Sostentamento Clero, se considerata edificabile vale 35 milioni di' euro. Una fortuna. Caserta, 50mila abitanti, un piano regolatore che nell'87 ne prevede---va 100mila, «non ha bisogno di nuove cubazioni e nuove residenze», lamenta l'architetto. Il rischio è quello di uno stravolgimento del tessuto urbano e sociale: Napoli preme e chiede «spazi -dormitorio» a centri meno caotici, meno costosi, abbastanza vicini. Caserta sembra perfetta. Ecco perché la riqualificazione di aree dismesse come zone destinate al verde: pubblico e ai servizi diventano sempre più vitali, sempre più preziose. Come la lotta alla mafia che si mangia intere colline e stravolge tutto. II Comitato (che raccoglie al suo interno numerose associazioni di cittadini) ha aperto un conto corrente presso Posteitaliane e Banca Etica (per saperne di più basta collegarsi al sito «wvw.macricoverde.altervista.org») sperando di riuscire a raccogliere la somma necessaria ad aggiudicarsi l'intera area. Se così non fosse la cifra raccolta verrebbe utilizzata per l'acquisto di una porzione di quel territorio o di altre zone della città da trasformare in area verde pubblica.