LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELL"AMBIENTE IN COMMISSIONE ALLA CAMERA (Public Policy) - Roma, 24 lug - Il valore complessivo delle risorse destinate a contrastare il rischio idrogeologico, a partire dal 2010, è stato di 2,09 miliardi di euro, per oltre 1600 interventi finanziati. Lo comunica il ministero dell"Ambiente rispondendo a un"interrogazione in merito presentata alla commissione Ambiente della Camera dai deputati Alessandro Zan (Led) e Oreste Pastorelli (Psi). Si tratta delle risorse, secondo quanto si apprende dalla risposta ministeriale, destinate dalla Finanziaria del 2010 (legge 191 del 23 dicembre 2010, art. 2, comma 240) ai piani straordinari per risolvere le situazioni a più alto rischio su tutto il territorio nazionale. La norma prevedeva che tali programmi straordinari potessero essere attuati anche attraverso Accordi di programma tra ministero dell"Ambiente e Regioni, a partire dai primi mesi del 2010, dopo l"individuazione da parte delle stesse Regioni degli interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio e della popolazione. L"importo pari a circa 2 miliardi riguarda appunto, riferisce il ministero, gli accordi sottoscritti, le risorse Fas (Fondi aree sottoutilizzate) statali stanziate con la Finanziaria 2010, quelle di bilancio messe a disposizione dal ministero, e quelle regionali. Tuttavia, prosegue la risposta, "le situazioni di criticità idrogeologica derivanti da carenze strutturali o causate da eventi emergenziali", come gli alluvioni recenti, "hanno determinato nuove e pressanti necessità di intervento". Per farvi fronte, dopo l"approvazione della legge di Stabilità 2014 e degli adempimenti sul rischio idrogeologico da essa prescritti, il ministero ha richiesto alle Regioni di procedere a nuove ricognizioni, per individuare ulteriori interventi. Il tutto, prosegue la nota del ministero, è confluito in un "documento che costituisce una proposta di programmazione unitaria nazionale sulle tematiche ambientali, il cui finanziamento dovrà trovare pertinente collocazione sulle risorse sia comunitarie che nazionali, assicurando la fattibilità delle iniziative, sia strutturali che di governance".(Segue) LEP 241827 Lug 2014 PPA0108 4 PEC NG01 688 ITA0108; DISSESTO IDROGEOLOGICO, GOVERNO: DAL 2010 DESTINATE RISORSE PER 2,09 MILARDI-2- (Public Policy) - Roma, 24 lug - Per questi interventi, spiegano i tecnici del ministero dell"Ambiente, l"efficacia dell"azione di governo "è subordinata al contestuale avvio delle iniziative proposte con l"avvio della programmazione comunitaria, e non subordinato alla disponibilità di risorse del Fondo per lo Sviluppo e Coesione che, come si evince dalla Stabilità, è temporalmente posticipata". Il governo, si ricorda poi nella risposta, è intervenuto a più riprese per escludere gli interventi per il dissesto idrogeologico dai vincoli del patto di stabilità. Col dl 1362013, sulle emergenze ambientali e industriali, in particolare, "le spese delle Regioni con le risorse giacenti sulle contabilità speciali dei Commissari e ad esse trasferite al 1 gennaio 2015 son escluse dai vincoli". Poi, col decreto Competitività, al momento in esame al Senato, si è attribuito ai presidenti delle regioni le funzioni di commissari straordinari delegati per la realizzazione degli interventi contro il rischio idrogeologico, individuati negli accordi di programma. I presidenti-commissari dispongono dunque anche delle risorse delle contabilità speciali. Il ministero dell"Ambiente ricorda infine l"istituzione della struttura di missione italiasicura presso la Presidenza del consiglio, che ha compiti di "regia" tra tutti i soggetti coinvolti, "per realizzare utilizzando oltre 2,4 miliardi di euro non spesi dal 1998, interventi di contrasto delle situazioni di dissesto", tra le quali casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e trorrenti, argini antialluvione, riattivazione di linee Fs locali interrotte, ponti e infrastrutture varie. (Public Policy) PPolicyNews LEP 241827 Lug 2014