La nuova riorganizzazione del ministero per i beni culturali, voluta dal ministro emiliano Dario Franceschini, porterà a una rivoluzione anche negli istituti statali della nostra città, galleria e biblioteca Estense, soprintendenza e archivio dello Stato di via Cavour. Novità decisamente positive, altre che si annunciano negative e altre ancora non definite. Ma andiamo con ordine. La Galleria Estense, attualmente chiusa per restauro dopo i danni inferti dal sisma del 2012, è stata "promossa": sarà uno dei venti musei statali nazionali dotati di piena autonomia. Significa che anche l'Estense, che stando alle ultime stime sulla tabella dei lavori in corso dovrebbe riaprire con una grande festa a inizio 2015, avrà la gestione dei fondi propri e si potrà organizzare un concorso pubblico per la scelta di un direttore. Va ricordato che la Galleria modenese è sicuramente una delle più ricche dal punto del valore artistico delle opere a livello nazionale. Attualmente l'istituto che conserva capolavori di Bernini, El Greco, Velazquéz, Guercino è diretto da Davide Gasparotto, funzionario storico dell'arte della Soprintendenza. Se la Galleria Estense assurge a un ruolo autonomo praticamente pari a quello di Pompei, Colosseo, Uffizi, Brera, Bargello, Capodimonte, proprio la soprintendenza sembra destinata a subire un "declassamento". Per questo ufficio periferico del ministero, importantissimo perché si occupa della tutela territoriale delle intere province di Modena e Reggio, si prospetta infatti la fusione nella soprintendenza beni architettonici di Bologna. Quest'ultima - sede a Bologna e direzione affidata a Paola Grifoni, il dirigente che ha dato via libera a suo tempo alle costruzioni nel parco della Rimembranza - si occuperà delle funzioni monumentali, artistiche e paesaggistiche di Bologna, Modena e Reggio. I dirigenti sono preoccupati, compreso l'attuale soprintendente di Modena Stefano Casciu che ha firmato insieme a molti colleghi un documento contro gli accorpamenti delle soprintendenze. Il timore di Casciu e di quasi tutti gli altri soprintendenti d'Italia è che alla guida di queste soprintendenze miste ci vada un architetto, figura professionale che assume su di sé le competenze annunciate dai nuovi uffici. La Grifoni, e anche il direttore regionale Carla di Francesco, sono per l'appunto architetti di professione. La riforma non è ancora approvata e si andrà dopo l'estate ma oltre al personale ministeriale è già sul piede di guerra anche Italia Nostra. «L'accorpamento nella soprintendenza mista che si annuncia per Modena - spiega il presidente della sezione modenese Giovanni Losavio - è di fatto uno slittamento verso Bologna dove ha sede la soprintendenza a monumenti e paesaggio. È un impoverimento per la realtà locale, anche perché le soprintendenze beni architettonici hanno maggiori finanziamenti. Italia Nostra è anche preoccupata per la Galleria Estense perché staccandola dalla soprintendenza verranno meno le funzioni legate alla tutela: in epoca pre-unitaria in particolare al museo si raccoglievano quanto non si poteva più tutelare in chiese e palazzi. Scindere è grave». E poi c'è la questione Biblioteca Estense, destinata al Sant'Agostino (le ditte di restauro saranno comunicate settimana prossima dalla Fondazione cassa di risparmio), e dell'archivio statale. «Il nostro destino - spiega il direttore della biblioteca Luca Bellingeri - sarà in un decreto governativo successivo alla riforma, quindi tra alcuni mesi».
MODENA - Galleria Estense promossa dalla riforma Franceschini
Il ministro Dario Franceschini ha annunciato una nuova riorganizzazione del ministero per i beni culturali, che porterà a una rivoluzione negli istituti statali di Modena. La Galleria Estense sarà uno dei venti musei statali nazionali dotati di piena autonomia, con la gestione dei fondi propri e la possibilità di scegliere un direttore. Tuttavia, la soprintendenza sembra destinata a subire un "declassamento" con la fusione nella soprintendenza beni architettonici di Bologna. I dirigenti sono preoccupati, in particolare il soprintendente di Modena Stefano Casciu, che ha firmato un documento contro gli accorpamenti delle soprintendenze.
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