Punta Secca. Cercata e trovata. Di fronte alla Torre Scalambri o Rosaraimi del XVI secolo, nel mare di Punta Secca, una grande ancora del tipo ammiraglia lunga circa tre metri e piantata con una marra tra gli scogli e la posidonia che ondeggia nei fondali della rinomata frazione balneare alla profondità di circa 13 metri. A fare l'affascinante scoperta gli allievi dei corsi professionali Enfaga ed Enapra di Ragusa ad indirizzo archeologico e naturalistico subacqueo, ragazzi che stanno frequentando lo stage formativo presso il centro subacqueo ibleo Blu diving di Ragusa guidati dall' istruttore Maurizio Buggea che li condurrà all'acquisizione del brevetto di sommozzatore di primo livello della Uisp, attività subacquea riconosciuta internazionalmente dalla Cmas. "Obiettivo - ha spiegato proprio l'istruttore Buggea - è quello di una proposta di studio per la costruzione di un percorso subacqueo che colleghi tra loro le ancore, che sappiamo esserci, da sottoporre alla soprintendenzA del Mare della Regione Siciliana per la loro fruizione turistica agli appassionati di immersione". Ma quello che preme, al momento, è saperne di più circa la nuova scoperta al largo di Punta Secca. Un passato che si schiude piano piano all'attenzione degli studiosi, si apre a stimoli tutti nuovi che non fanno altro che alimentare quella che è la curiosità di chi si immerge per conoscere la storia. "La domanda è una - conclude Maurizio Buggea - quale vascello trasportava questa ancora ed in quale epoca? ". 23072014