SARA GRATTOGGI UN INCONTRO urgente con il ministro ai Beni culturali Franceschini sulla riforma del Ministero. A chiederlo sono direttori tecnici, archeologi, architetti e restauratori della Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma. Perché "uno smembramento della Soprintendenza che, dopo alcuni anni di gestione autonoma, ha raggiunto un equilibrio tra introiti e spese tale da garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio più rilevante su scala nazionale, presenterebbe criticità", sia "sul piano culturale che sul piano gestionale e organizzativo". DOPOaver rivendicato i risultati raggiunti in questi anni (dall'apertura di importanti complessi archeologici agli impegnativi restauri), nonostante la riduzione del personale tecnico e la "cronica insufficienza di fondi e di risorse", i firmatari (da Rossella Rea a Rita Paris, da Rosanna Friggeri a Laura Vendittelli) sottolineano: "La nostra attività si svolge senza distinzione tra tutela e opere per la conservazione e fruizione del patrimonio, in un continuum che tiene saldamente insieme il territorio con i luoghi della conservazione, della conoscenza e della fruizione pubblica". "Con questa base prosegue la lettera si è affermata una grande crescita del patrimonio della Soprintendenza, con un aumento del bacino di utenza, dal 1997 a oggi, da circa un milione e mezzo a circa 6 milioni di visitatori". Una crescita che, secondo il personale, "è stata tale da indurre a considerare nella attuale riforma la costituzione di vari istituti autonomi derivandoli da un'unica istituzione che invece, proprio per la sua unitarietà, ha conseguito i risultati e i successi universalmente apprezzati". Da qui, l'appello a non smembrare la Soprintendenza. Anche perché "si tratterebbe di prevedere una triplicazione dei direttori tecnici, dei relativi assistenti, del personale addetto alle funzioni centralizzate, con il rischio di dispersione degli archivi storici, fondi e patrimonio librario". E la richiesta di un incontro urgente al ministro, "con la volontà di contribuire alla migliore attuazione della riforma".