23 luglio 2014 LETTERA APERTA AL MINISTRO DARIO FRANCESCHINI Siamo i direttori tecnici, archeologi, architetti, restauratori e antropologi del Ministero, in servizio presso la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Negli ultimi 15 anni abbiamo partecipato, da protagonisti, a modificare l'immagine di Roma che ha nell'archeologia la propria identità, riconosciuta universalmente. Abbiamo costruito il sistema del Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps, Crypta Balbi), restaurato e aperto al pubblico grandi complessi nell'area centrale, dalle Colonne onorarie al Colosseo, al Palatino, dalla Piramide alle Terme di Caracalla, fino all'Appia Antica e a importanti siti archeologici del suburbio della città. Siamo abituati a progettare e portare avanti risanamenti difficili come quello della Domus Aurea, come Lei Signor Ministro ha potuto recentemente constatare. A causa della ben nota riduzione del personale tecnico, siamo costretti a ricoprire più incarichi contemporaneamente, con grave impegno di lavoro e responsabilità in prima persona, quali quelle derivanti dalle funzioni di Responsabile Unico del Procedimento, di Progettista e Direttore dei Lavori, secondo il codice degli appalti e la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi. Ci troviamo quindi a operare, da anni, con enorme impegno anche di diretta responsabilità. La nostra attività si svolge - come quella di tutti i nostri colleghi delle altre Soprintendenze d'Italia, per lo più gravati da difficoltà anche maggiori per la cronica insufficienza di fondi e di risorse - senza distinzione tra tutela e opere per la conservazione e fruizione del patrimonio in un continuum che tiene saldamente insieme il territorio con i luoghi della conservazione e della conoscenza (laboratori, archivi documentali e fotografici, biblioteche, catalogo, depositi e magazzini) e della fruizione e della condivisione pubblica (aree archeologiche, musei, antiquaria). Con questa base si è affermata una grande crescita del patrimonio della Soprintendenza, accompagnata da un consenso da parte dei cittadini e del pubblico internazionale, con un aumento del bacino di utenza, dal 1997 ad oggi, da circa 1 milione e mezzo a circa 6 milioni di visitatori. Tale attività è stata sostenuta anche da una vivacità culturale e impegno di studio e ricerca per la conoscenza sempre più approfondita del patrimonio che ha prodotto mostre, eventi culturali, pubblicazioni, convegni, in una continua relazione e collaborazione con le istituzioni internazionali (Musei, Università, Istituti di Cultura, Ambasciate, Capi di Stato e rappresentanti di Governi di tutto il mondo). La crescita è stata tale da indurre a considerare nella attuale Riforma la costituzione di vari Istituti autonomi derivandoli da una unica Istituzione che invece proprio per la sua unitarietà ha conseguito i risultati e i successi universalmente apprezzati. "Il nostro bene culturale più prezioso è il contesto, il continuum fra i monumenti, le città, i cittadini; e del contesto fanno parte integrante non solo musei e monumenti, ma anche la cultura della conservazione che li ha fatti arrivare fino a noi" (S. Settis). Uno smembramento della Soprintendenza che ad oggi, dopo alcuni anni di gestione autonoma, ha raggiunto un equilibrio tra introiti e spese con una efficienza tale da garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio più rilevante su scala nazionale, sia per i flussi turistici che per la varietà dei luoghi della cultura, presenterebbe criticità oltre che sul piano culturale anche sul piano gestionale e organizzativo. Si tratterebbe infatti di prevedere una triplicazione dei direttori tecnici e dei relativi assistenti, una triplicazione del personale addetto a tutte le funzioni centralizzate, con il rischio di dispersione degli archivi storici, fondi e patrimonio librario e necessità di reperire nuovi spazi per uffici, oggi concentrati nelle sedi museali. Il sistema del Museo Nazionale Romano si compone non solo delle quattro sedi, di cui tre di nuova acquisizione e realizzazione, ma anche dell'Antiquario Palatino e del Museo del Foro, consistendo in una collezione progettata in forma coordinata e strettamente connessa con l'intero territorio della città. In un momento in cui si pone l'attenzione al rilancio della cultura e del turismo, chiediamo un incontro urgente con il Ministro Franceschini con la volontà di contribuire alla migliore attuazione della Riforma. Primi firmatari: Giovanna Bandini Maria Bartoli Marina Bertinetti Elisabetta Boschi Anna Buccellato Alessandra Capodiferro Paola Catalano Roberto Cereghino Cinzia Conti Laura Cianfriglia Claudia Del Monti Anna De Santis Fedora Filippi Paola Filippini Maria Grazia Filetici Patrizia Fortini Rosanna Friggeri Paola Germoni Marina Magnani Cianetti Renato Matteucci Giuseppe Morganti Cinzia Morelli Stefano Musco Roberto Narducci Mauro Petrecca Barbara Nazzaro Rita Paris Marina Piranomonte Ida Anna Rapinesi Rossella Rea Giacomo Restante Maria Maddalena Scoccianti Renato Sebastiani Mirella Serlorenzi Laura Vendittelli
Archeologi, architetti, restauratori e antropologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma: lettera aperta al Ministro
I direttori tecnici, archeologi, architetti, restauratori e antropologi del Ministero per i Beni Culturali hanno scritto una lettera aperta al Ministro Dario Franceschini. Hanno espresso la loro preoccupazione per la proposta di smembramento della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, che potrebbe comportare una triplicazione del personale e una dispersione degli archivi storici e fondi. La Soprintendenza ha raggiunto un equilibrio tra introiti e spese e ha garantito la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. I firmatari chiedono un incontro urgente con il Ministro per contribuire alla migliore attuazione della Riforma.
Artista / Persona
Bene culturale
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