La Calabria rivendica un tesoro custodito a Siracusa. E precisamente al museo archeologico "Paolo Orsi". Un reperto conteso, dunque, che riaccende i riflettori su un museo grandioso qual è quello aretuseo dove, a partire dalla fine dell'Ottocento, confluirono i ritrovamenti siciliani e non soltanto. Un tempo, infatti, la soprintendenzA non era limitata al territorio siracusano bensì all'intero comprensorio sud-orientale e non soltanto. Per questa ragione, anche un tesoro ritrovato in Calabria venne custodito a Siracusa. A richiederlo oggi è l'assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri, il quale al suo omologo della Sicilia, Giusy Furnari, per chiederle che la Testa di Apollo", frammento risalente al V secolo a. C. e attualmente al museo archeologico regionale "Paolo Orsi" di Siracusa, possa fare ritorno a Tiriolo dove venne recuperata. La Regione calabrese chiede di riavere il reperto per esporlo all'Antiquarium Civico. «La questione - scrive Caligiuri all'assessore Furnari - è legata all'esposizione della Testa di Apollo all'Antiquarium civico di Tiriolo, dove è stata scoperta. Custodita nella Biblioteca comunale De Nobili di Catanzaro, si può rinvenire una lettera manoscritta del 1914 di Cesare Sinopoli, all'epoca Ispettore onorario ai Monumenti e alle Antichità in Catanzaro, in cui ricordava che, oltre al Senatus consultum, ai reperti e alle monete, anche la Testa di Minerva del Museo di Siracusa era stata rinvenuta a Tiriolo. Probabilmente non si tratta di una testa di Minervà, bensì di Apollo in marmo del V secolo a. C. appartenente a una statua a grandezza naturale opera della scuola scultoria di Pitagora di Reggio e attualmente nei depositi del Museo archeologico di Siracusa». «L'opera - conclude Caligiuri - resterebbe ovviamente di proprietà del museo siciliano per venire esposta in comodato nelle vetrine dell'Antiquarium civico di Tiriolo». Da parte della direzione museale di Siracusa, vi è la massima disponibilità ad affrontare la questione insieme con l'assessorato regionale siciliano a cui è stata fatta la richiesta. «Il nostro museo - dice la direttrice Gioconda Lamagna. custodisce tante collezioni e alcuni reperti provenienti anche dalla Calabria. Il "Paolo Orsi" è un museo che raccoglie frammenti della storia di tutta la Sicilia. Il museo, infatti, nacque come museo civico e alla fine dell'Ottocento, quando venne inaugurata la sua sede a piazza Duomo sull'eco dell'emozione del ritrovamento del sarcofago di Adelfia, raccolse le collezioni di tutta l'Isola e non soltanto grazie al lavoro profuso prima da Paolo Orsi, poi da Cultrera e Bernabò Brea che fecero accrescere le collezioni: il museo è oggi la summa di tutto quello che è stato ritrovato nella Sicilia orientale». Oggi sono circa 20mila i reperti esposti nelle sale del "Paolo Orsi" e molti di più quelli custoditi nei depositi del museo di villa Landolina: un enorme tesoro, dunque, che ogni tanto diviene protagonista di rivendicazioni da parte di strutture museali di altri territorio. Attualmente, il museo di Siracusa è oggetto di lavori in corso. «Si sta lavorando per la realizzazione di percorsi espositivi en plein air - dice la direttrice Lamagna - e per la sistemazione e il restauro del parco di villa Landolina con la musealizzazione dei reperti e la valorizzazione del giardino storico». Lavori in corso anche per la sistemazione dei depositi di villa Landolina mentre si resta in attesa di un altro grande progetto relativo alla modernizzazione degli apparati didattici. Quando venne inaugurato nel 1988 da Giuseppe Voza, infatti, il museo era una struttura d'avanguardia ma, con l'avvento dell'era digitale, è necessario che l'apparato a suo tempo innovativo sia ammodernato con la predisposizione di sistemi multimediali, ricostruzioni virtuali et similia. Nel frattempo, il "Paolo Orsi" resta una delle mete per antonomasia dei turisti e ha ottenuto il certificato di eccellenza da parte del portale Tripadvisor. «Un risultato significativo - dice Gioconda Lamagna - a dimostrazione del fatto che il nostro museo sia una tappa imprescindibile per chi giunge a Siracusa e in Sicilia. E diverrà ancora più ricco e accogliente». 18072014