Il presidente Lucchesi chiede al Comune l'ok al contratto con un'agenzia milanese. In risposta il sindaco cambia il regolamento. Il timore è che il monumento possa essere ricoperto da immagini poco consone alla città Battistero, tra Opera del Duomo e Comune scoppia la guerra della pubblicità. La seconda, dopo quella consumata sul tema del degrado dall'ex sindaco Matteo Renzi. Stavolta però perfino più aspra. Il presidente dell'Opera del Duomo Franco Lucchesi chiede l'okay a Palazzo Vecchio per 'fasciare' il Battistero di messaggi commerciali, rimpinguare le casse e finanziare così la ripulitura del monumento. L'okay, in pratica, per un contratto di 18 mesi da 1,5 milioni di euro con un'agenzia pubblicitaria milanese. Ma dopo alcuni giorni, stanco di aspettare, Lucchesi scrive al Comune una lettera dai toni sbrigativi: cosa si aspetta, abbiamo bisogno di quei soldi per pulire il Battistero «a beneficio di tutta la città». E il sindaco Dario Nardella, che aveva già incontrato Lucchesi, s'infuria e blocca tutto. Niente pubblicità, Lucchesi si arrangi. Del resto, è la valutazione di Palazzo Vecchio, che succede se il Battistero sarà ricoperto da pubblicità consone all'immagine della città? Il primo messaggio avrebbe dovuto essere quello della Swatch. Ma se alla fine sulle otto facciate del Battistero comparisse la pubblicità di una birra o di una modella in posa provocante? L'Opera non offre garanzie, è la valutazione del Comune: un contratto con un'agenzia pubblicitaria lungo 18 mesi non può offrirne. Ma quella che oggi vuole trasformare il Battistero in una sorta di totem pubblicitario, si commenta pure, non era la stessa Opera (e lo stesso presidente) che tuonò per il degrado di piazza Duomo contro la giunta Renzi? Per tutta risposta, su proposta dell'assessore alle attività produttive Giovanni Bettarini, venerdì scorso la giunta approva una modifica all'articolo 9 del regolamento sulla pubblicità. Firenze vanta 5 'top monuments', 5 tesori, c'è scritto: Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, il Duomo, il Campanile di Giotto e naturalmente il Battistero. Per tutti quanti si deve passare dalla giunta: l'ultima parola sulla tutela dell'immagine della città e sull'uso pubblicitario dei cinque monumenti è sua. E se la risposta è negativa, si dice nella modifica, sarà ancora la giunta a proporre delle alternative per racimolare il denaro necessario al restauro o alla ripulitura: palazzi alternativi nella misura massima del 20 della superficie nel caso si trovino nel centro Unesco, del 40 se invece fuori. Per l'Opera del Duomo sarà dura bypassare la nuova norma. Lucchesi proverà ad impugnare regolamento e decisione? A quanto risulta, non c'è stato né tempo né modo di discutere di eventuali alternative. Si è infuriato il presidente Lucchesi e ancora di più si è infuriato il sindaco Nardella. Che pure aveva accettato la vestizione del Battistero a firma di Emilio Pucci, l'inventore delle sfilate. L'unica cosa certa è che l'Opera dovrà ora fare a meno di quella pubblicità.