PEDONALIZZARE piazza Castello? Una decisione che sembra avere «una motivazione congrua e non irragionevole» ovvero quella di completare il percorso pedonale che da San Babila arriva al Castello stesso e che rientra tra le scelte discrezionali che un'amministrazione può fare. Il Tar boccia così, in poche righe, il ricorso presentato da un gruppo di residenti della zona (prima firmataria, l'ex consigliera comunale del Pdl Barbara Bianchi Bonomi) contro le tre delibere della giunta Pisapia che, tra marzo e maggio, hanno disegnato il progetto di togliere le auto dal semicerchio intorno al Castello. Da subito una parte degli abitanti del quartiere aveva contestato la decisione, promettendo battaglia di carte bollate: il primo round la richiesta di sospendere l'isola pedonale è andato però a Palazzo Marino, con un'ordinanza della prima sezione del tribunale amministrativo che esclude ci siano i presupposti per cancellare la decisione della giunta. Non soltanto perché, come detto, i giudici ritengono l'isola pedonale la naturale prosecuzione di quanto esiste già, ma anche perché «l'istruttoria svolta dal Comune appare adeguata e ha tenuto conto dei pareri e delle prescrizioni della Soprintendenza, dell'Asl e dell'Amat». In più, le paure dei residenti ovvero che «la pedonalizizzazione sarebbe finalizzata all'incremento dell'attività commerciale, con non secondarie ricadute sul piano del rispetto della quiete» non sarebbero «sorrette da puntuali rilievi». Diversi motivi, insomma, alla base del no del Tar, che pure ricorda al Comune l'obbligo di garantire «il rispetto della quiete pubblica, il decoro, la pulizia e il buono stato dei luoghi in questione» durante tutte le manifestazioni che potranno essere organizzate una volta che sarà definito il progetto globale per quell'area. «Abbiamo aperto il confronto con i cittadini, le associazioni, i professionisti con il ciclo di incontri all'Expo Gate, organizzati con la Triennale: ci saranno altri momenti per parlare anche con chi è contrario al progetto », assicura l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran».