DOPO una giornata di trattative e assemblee i Giardini Reali si richiudono nell'attesa di deciderne il futuro. Riaperti un mese fa dagli occupanti della Cavallerizza Reale in queste settimane sono stati visitati da molti torinesi e utilizzati per concerti e altre iniziative del gruppo che si oppone alla vendita delle sale teatrali e degli appartamenti di proprietà comunale. La competenza sulla parte alta dei giardini non è però comunale, ma della Soprintendenza per i Beni Architettonici che qualche anno fa si era vista obbligata a chiuderli al pubblico per la mancanza di fondi per la manutenzione. Ieri mattina i tecnici sono intervenuti, accompagnati dagli agenti della Digos: «I parapetti sono pericolanti e c'è il rischio che i rami degli alberi cadano addosso a qualcuno» ha spiegato l'architetto Maria Carla Visconti ai manifestanti che si opponevano alla chiusura. Nonostante le pressioni delle forze dell'ordine gli occupanti in un primo momento si sono opposti allo sgombero. Solo dopo che una delegazione dell'assemblea Cavallerizza, accompagnata dalla consigliera comunale 5 stelle, Chiara Appendino, ha nuovamente incontratogli architetti si sono convinti di impedire l'accesso per i prossimi quattro giorni. «Ma niente lucchetti: mercoledì incontreremo il Soprintendente Luca Rinaldi e capiremo le intenzioni dell'amministrazione ha spiegato uno degli occupanti Vista l'assenza di fondi la nostra speranza è che accettino un intervento di messa in sicurezza da parte di botanici e architetti volontari che supportano la protesta per la Cavallerizza».