PADELLE e tegami, ma anche scarpe da mare, caramelle e per chi venisse colto da un attacco di fame pure un bel panino caldo caldo garantito da "Il porchettone". Il porticciolo della Cala interamente restaurato tre anni fa si è trasformato in un suk: l'Autorità portuale ha autorizzato con il benestare della Soprintendenza ai Beni culturali venticinque pagode 13 di nove metri quadrati e 12 di 16 metri quadrati che da domenica scorsa affollano la passeggiata il cui recupero sul modello di Barcellona è costato otto milioni di euro. I tendoni sono stati montati proprio accanto al circolo Canottieri, all'altezza del Loggiato San Bartolomeo. Un mercatino in piena regola le scarpe in vendita sono talmente tante che gli espositori non riescono a contenerle e così le scatole vengono piazzate per terra una accanto all'atra che nelle intenzioni sarebbe dovuto essere una fiera dell'artigianato e degli antichi mestieri legata al Festino: in realtà è un mercatino rionale che è stato autorizzato fino al 28 di luglio. Le associazioni sono furibonde: «Mamma mia, che orrore», tuona Rosanna Pirajno di Salvare Palermo. «Restiamo senza parole », dice il presidente di Palermo Indignata Alessandro Bruno. Ma anche il Comune non l'ha presa bene: non appena il vicesindaco Emilio Arcuri ha visto le pagode ha chiamato l'assessore al Mare e alle coste Giuseppe Gini chiedendogli di mettersi immediatamente in contatto con Vincenzo Cannatella, presidente dell'Autorità portuale, l'ente che ha in gestione l'area. «Cannatella mi ha assicurato dice Gini che il mercatino, tutt'altro che dignitoso, verrà smontato nei prossimi giorni». In realtà l'Autorità portuale fa sapere che su richiesta della ditta che ha presentato domanda Studio Eventi di Domenico Bondì l'autorizzazione che scadeva il 20 luglio è stata prorogata fino al 28. Per colonizzare uno degli spazi più belli della città, frequentatissimo dai palermitani e dai turisti, la società paga un affitto di ap- pena 100 euro al giorno, 4 euro a tendone. Non c'è solo il mercatino: più avanti lungo il Foro Italico nei giorni scorsi sono rispuntate, dopo anni, pure le giostre che saranno, queste sì, smontate domenica prossima. «L'Autorità portuale ha detto che il mercatino e le giostre erano stati autorizzati solo perché c'era il Festino e dunque adesso che il Festino è finito vanno smontati», afferma Gini che si dice pronto a scrivere una formale lettera di protesta. «Tra l'altro aggiunge questo mercato non è affatto una fiera dell'artigianato, basta andare a vedere». Dal canto suo l'Autorità portuale sottolinea di avere avuto il nulla osta della So- printendenza: possibile? «Non c'erano altre area e in ogni caso si tratta di una autorizzazione temporanea», dice Lina Bellanca, responsabile dei Beni architettonici per la Soprintendenza che conferma di aver dato il via libera. I cittadini sono indignati. «Questo mercatino in una passeggiata elegante e amata dai cittadini è una indecenza», dice Simona Lomolino, architetto. L'associazione Palermo indignata, che organizza tour tra i beni monumentali in abbandono della città, chiede che l'amministrazione comunale intervenga con forza: «Non possiamo accettare uno scempio come questo dice il presidente Bruno non si può deturpare così uno spazio pubblico». L'associazione contesta la ratio stessa del provvedimento di concessione: «Se lo hanno davvero autorizzato per il Festino, non si sono posti il problema che proprio in occasione della festa per la patrona in città ci sarebbero stati più turisti? Che immagine diamo di Palermo?». Il presidente Cannatella si giustifica: «Mi avevano proposto una fiera dell'artigianato per valorizzare gli antichi mestieri dice il compito di controllare se effettivamente è così non spetta a me e io non ci sono andato. Chi deve controllare? Non lo so, ma credo che spetti al Comune considerato che mi hanno detto che si vendono anche cose da mangiare. In ogni caso si tratta di un'attività che durerà due settimana in tutto». Cannatella aggiunge: «Mi è già capitato al Castello a mare con la manifestazione in occasione dei Mondiali: hanno chiesto una cosa e ne hanno fatta un'altra. Lì non si farà mai più nulla che non sia Porto d'arte». E al porticciolo della Cala? Verranno date altre autorizzazioni? «Si, se il progetto è buono sì». Finora, per ottenere l'autorizzazione è bastato che fosse buono solo sulla carta.