Al primo punto delle sue priorità c'è la valorizzazione della nostra cultura, dei monumenti, dei siti archeologici, che "sono la nostra memoria e la nostra identità", e anche "il nostro biglietto da visita nel mondo". Ma le cose che stanno a cuore al neo ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione sono "tante, tantissime", a cominciare dal rapporto con la Cina. E con una premessa: l'impostazione del suo ministero, annuncia, "sarà la stessa di Urbani". Il neo ministro - riferisce l'Ansa - si è incontrato nei giorni scorsi con il ministro uscente Giuliano Urbani: sorrisi, strette di mano. Poi Urbani saluta e si sottrae. "Avevamo molte cose da dirci", ha commentato a caldo Buttiglione. Che comincia con un complimento: "Spero di portare a compimento quello che così bene è stato avviato". Nel lungo colloquio con Urbani, ha riferito il neo ministro, "abbiamo posto le condizioni per una politica non solo di conservazione e di tutela, ma anche di valorizzazione dei Beni culturali in Italia". Sotto due profili, fa notare, quello della memoria e dell'identità ("I beni culturali come dato intorno al quale di costituisce la memoria e quindi anche l'identità") e quello della diffusione all'estero della cultura italiana ("la cultura è il nostro biglietto da visita" e promuove anche il turismo "tanto più che il turismo del futuro sarà sempre più un turismo culturale"). I due lati si completano, spiega, "memoria dell'identità e apertura di questa identità al mondo". Non ci sono dubbi però. La priorità è quella della valorizzazione, di un miglioramento dell'accesso e della fruibilità delle nostre ricchezze culturali: in Italia, fa notare Buttiglione, abbiamo Beni Culturali come nessuno al mondo, "ma le condizioni di fruibilità sono spesso inadeguate, la valorizzazione è ridotta. Il cittadino passa davanti e nemmeno capisce di cosa si tratta". Adesso, sottolinea, "abbiamo il Codice preparato da Urbani a cui possiamo appoggiarci e questo dovrebbe darci più forza per perseguire questo obiettivo". Senza dimenticare la collaborazione con le Regioni, i Comuni, e i privati, "molto importante per arrivare a investire risorse e a utilizzare in modo ottimale il nostro grande patrimonio". Il rapporto con la Cina, annuncia poi il nuovo ministro, "è uno degli aspetti che Urbani ha avviato e io intendo continuare" . È "un Paese di grandissima cultura che sta avviando un gigantesco programma di valorizzazione dei Beni Culturali", spiega, "un campo in cui noi possiamo offrire una collaborazione fattiva e di alta qualità". Come la Cina, l'India (anche con il Paese di Gandhi Urbani aveva infatti avviato un rapporto di collaborazione e in attesa di firma c'è anche un accordo con l'industria indiana del cinema). Ma non solo: "Esiste una grande opportunità data dall'allargamento della Unione Europea", fa notare Buttiglione, "Paesi che hanno antichi legami con la nostra storia e cultura". Il professore non rinuncia ad una parentesi colta: "Pochi sanno che la casa d'Angiò ha governato per un certo periodo la Polonia e l'Ungheria, il Regno di Napoli e una parte della Francia, creando connessioni e scambi culturali che sono stati elemento portante del formarsi progressivo dell'identità europea. Il richiamare queste radici e documentare questa comunanza di cultura ci aiuta a capire che siamo davvero tutti europei". L' "archeologia preventiva" per i grandi lavori è poi l'oggetto di un provvedimento che il neo-ministro per i Beni e le Attività Culturali, insieme a Pietro Lunardi, ministro per le Infrastrutture, intende proporre al prossimo Consiglio dei Ministri. Attraverso questo strumento, prima dell'apertura dei cantieri sarà possibile procedere alla ricognizione di possibili reperti archeologici presenti sul territorio, scegliendo, a seconda dei casi e delle esigenze, i tracciati che garantiscano le opere individuate o le modalità degli scavi che evitino danni o distruzione di beni culturali. II ministro Buttiglione, inoltre, ha incontrato Annamaria Reggiani, direttrice generale per i Beni Archeologici, in merito alle polemiche sollevate per i lavori dei parcheggi interrati nelle piazze S. Carlo e Vittorio Veneto a Torino. Il ministro ha incaricato la direttrice di predisporre con urgenza un dettagliato rapporto. Nei prossimi giorni, se sarà opportuno, il ministro si recherà a Torino per un sopralluogo. "Intendo agire sulla base di una conoscenza esatta di quanto è accaduto - ha spiegato al riguardo Buttiglione - senza dare giudizi a priori ma provvedendo sulla base di una adeguata ricognizione dei fatti, secondo la vocazione del ministero per la tutela del nostro patrimonio culturale". Non è esclu1 so che la questione venga sottoposta al costituendo comitato di settore, che il ministro ha intenzione di insediare quarto prima per avere uno strumento efficace per affrontare situazioni analoghe. "Utilizzare nel modo migliore le risorse disponibili, condurre una battaglia per le nuove risorse nella prossima Finanziaria": è dunque questo il duplice impegno annunciato dal nuovo ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione, che ha fatto idealmente il suo "esordio" nella nuova veste, presenziando al Quirinale al ricevimento da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.