L'associazione di artisti della Capitale, nata alla fine del '500, è al centro di un'indagine sulla presunta sparizione e ricettazione di stampe d'epoca. Un caso che l'Espresso aveva già denunciato nel 2009 Si sono presentati in borghese davanti allo splendido palazzo Carpegna, proprio dietro la fontana di Trevi a Roma, in una soleggiata mattina della Capitale. Ma quelli che all'apparenza potevano confondersi con turisti erano in realtà agenti dell'Arma e ispettori della Sovrintendenza della Regione Lazio, arrivati all'Accademia nazionale di San Luca per un'ispezione. Dal patrimonio di libri e opere d'arte accumulato nei secoli dalla fondazione, nata a fine '500 e tra le più note istituzioni culturali in Italia, mancano infatti all'appello numerose stampe di prestigio: e il sospetto è che possano essere state sottratte e finite nel lucroso mercato nero di opere d'arte. Durante l'ispezione gli agenti hanno verificato con i dipendenti e gli addetti alla portineria il funzionamento dei sistemi di archiviazione e i registri sulle opere conservate nell'archivio storico e nella biblioteca Sarti, parte del sistema bibliotecario romano e sovvenzionata dal Comune con 25 mila euro annui. Anche da questa biblioteca sono spariti alcuni volumi, ricomparsi poi nel mercato clandestino on line e off line, comprese le bancarelle di Porta Portese. L'indagine sui vertici dell'Accademia, condotta dal pm Laura Condemi, è ancora in corso e i reati ipotizzati non sono ancora stati resi noti, ma potrebbero arrivare fino all'associazione per delinquere. Tra le persone iscritte nel registro degli indagati ci sarebbero i vertici dell'ente, tra cui Angela Cipriani, storica dell'arte, curatrice dell'archivio storico, della biblioteca e sovrintendente della Galleria e delle Collezioni dell'Accademia. Un caso, e un nome, che si ricollegano a quanto denunciato da "l'Espresso" nel 2009 . Già cinque anni fa, infatti, l'Accademia era stata travolta da uno scandalo simile, con la sparizione di dozzine di opere e stampe risalenti anche al '500. Le polemiche per la gestione del patrimonio librario dell'ente provocarono le dimissioni dell'allora presidente e investirono anche l'uso degli immobili di prestigio proprietà dell'Accademia, in alcuni casi utilizzati come residenza dai vertici o concessi a prezzi di favore a parenti, amici e potenti locali. vedi anche: foto-4-JPG Accademia di San Luca, che fine hanno fatto quelle opere d'arte? Dal patrimonio dell'associazione di artisti fondata alla fine del '500 sono scomparse dozzine di stampe, forse finite sul mercato nero. E la gestione degli immobili dell'ente fa discutere Negli scorsi mesi l'istituzione è stata sfiorata da un'altra grande inchiesta, quella sui fondi dei gruppi della regione Lazio, usati indebitamente da Franco "er Batman" Fiorito, allora consigliere del Pdl. Tra le numerose abitazioni utilizzate dal politico si scoprì esserci anche un appartamento di 65 metri quadrati a pochi passi dalla centralissima piazza di Spagna a Roma e di proprietà appunto dell'Accademia. L'affitto dovuto all'ente si attestava intorno ai mille euro mensili: un canone quasi ridicolo per il prestigio della zona.