HA ASPETTATO otto anni di vedere il sagrato davanti alla basilica libero dal cantiere. Una lunga attesa tra scavi archeologici, lavori e polemiche attorno a quel parcheggio sotterraneo davanti alla più antica chiesa cittadina. Ma oggi che le opere sono praticamente concluse, alla vigilia dell'inaugurazione della nuova piazza Sant'Ambrogio, l'abate Erminio De Scalzi è un po' perplesso. Le piace, monsignore? «La cosa più bella è che finalmente hanno finito. E con questo dico tutto». Cioè? Non è soddisfatto? «Insomma, non voglio anch'io creare polemiche, però...». Però cosa? «Capisco la crisi, capisco i problemi economici, però forse per la più importante basilica di Milano, l'unica di fondazione paleocristiana, sarebbe stato bello che i materiali fossero di pregio». E invece? «Mi pare che l'impresa sia andata un po' al risparmio. Certo, capisco, il bilancio in questi anni è quello che è. Non si poteva scialare. Però, quel vialetto, quel calcestre ». Di che cosa parla? «Il percorso alberato, per terra, è fatto con una specie di ghiaietto che avrà bisogno di molta manutenzione, con tutti quei sassolini. A prima vista non mi sembra la soluzione più idonea ». Don Erminio, questo progetto è stato contestato per ben altri motivi. Ci sono gli scavi archeologici, le rovine. Non si è mai è preoccupato di questo aspetto? «Guardi, ormai la decisione era presa e una volta che è stata presa, io speravo in una cosa in un certo stile, che valorizzasse al massimo quello che è il sito, l'importanza di questa chiesa dedicata al patrono. È forse il monumento più importante della città, assieme al Duomo». Insomma, non è contento del basso profilo della sistemazione di questa area? «Forse ci voleva più fantasia, però, insomma, adesso non mi voglio lamentare troppo. A questo punto, dobbiamo guardare al futuro. E fare in modo che almeno il sagrato resti libero». Perché dovrebbe essere occupato? «Io spero proprio che sia garantito l'accesso e la sosta solo ed esclusivamente alle auto per il servizio religioso, cioè al carro funebre e alle macchine degli sposi. La mia paura è che qui torni il parcheggio selvaggio. Allora sarebbe stato del tutto inutile aspettare tutto questo tempo». Perché ha paura che le vengano le auto sul sagrato? «Semplicemente perché non ci sono le telecamere. Ho chiesto come mai e mi hanno risposto che sono attrezzature costose. Anche questo, lo capisco. Ma allora mi auguro che ci siano almeno i controlli dei vigili». Non è molto convinto che questo avverrà. «Che cosa posso dire? Si sa come vanno queste cose. Ma io resto fiducioso, spero proprio che l'amministrazione non ci abbandoni in balia del traffico e degli schiamazzi». Ma questa è sempre stata una zona tranquilla, anche se adesso, è vero, hanno aperto alcuni locali, una gelateria, un bar. «Speriamo che lo resti, una piazza tranquilla. Che non diventi come altre piazze invase dalla movida». Intende dire Sant'Eustorgio e San Lorenzo? «Per favore, non li nomini nemmeno. Ho gli incubi di notte».