L'ex consigliere Maurizio Bonassi promuove una raccolta fondi Il monumento dello scultore Carlo Balljana per Papa Giovanni XXIII Il monumento dello scultore Carlo Balljana per Papa Giovanni XXIII shadow I programmi dei candidati sindaci alle ultime elezioni erano belli spessi e proponevano risposte a ogni problema, ma nessuno conteneva almeno un cenno al nuovo monumento a Papa Giovanni. Questione secondaria, certo, ma perlomeno voluminosa, visto che il complesso scultoreo che in sta ricevendo gli ultimi ritocchi nello studio del suo autore occupa 14 metri quadrati e pesa 18 tonnellate, qualcuno ha anticipato il denaro, qualcun altro gli ha promesso un angolo di città e alla fine un posto bisognerà pure trovarglielo. Per cercare una soluzione sta ora nascendo un comitato che dovrà occuparsi prima di tutto di raccogliere i 150-200.000 euro necessari a far uscire il monumento dello studio dello scultore Carlo Balljana, e poi di reperire una collocazione. Se ne sta occupando l'ex consigliere comunale Maurizio Bonassi: «Vogliamo raccogliere una decina di persone rappresentative della società bergamasca, che si impegnino a raccogliere fondi e lavorare alla localizzazione. Per i fondi alcune delle persone contattate mi hanno assicurato grosse somme, e pensiamo anche a una sottoscrizione pubblica. Per quanto riguarda la collocazione si era parlato del piazzale della chiesa delle Grazie ma ora tutto è tornato in gioco e saranno varate diverse ipotesi. Una volta formato il comitato prenderemo i contatti con l'amministrazione comunale e la Curia». Per il monumento al nuovo Santo la data di inaugurazione era incorporata nella commissione data un anno fa allo scultore Carlo Balljana: 11 maggio, giusto due settimane prima delle elezioni. Solo che chi per ha seguito la vicenda per conto del Comune, l'allora vicesindaco Gianfranco Ceci, non aveva avvisato la Soprintendenza ai Beni Architettonici, che avrebbe dovuto dare il via libera per piazzare a un blocco di pietra e bronzo lungo quattro metri e mezzo, alto tre e largo altri tre dove avrebbe voluto il Comune. Cioè appunto davanti alla chiesa delle Grazie, addossata al palazzo che ospita la sede centrale del Credito Bergamasco (i cui vertici peraltro non avevano particolarmente apprezzato il pensiero). Insomma a fine aprile una procedura che sembrava in dirittura d'arrivo si è arenata e la questione è stata dimenticata. «Noi siamo fermi alla comunicazione dell'allora sindaco Tentorio che alla nostra richiesta di chiarimenti rispose che la questione era sospesa. E da allora non abbiamo più ricevuto nulla», precisa infatti Giuseppe Napoleone della Soprintendenza. La questione è talmente sospesa che, appunto, nessuno dei sei candidati sindaci si è nemmeno posto il problema di cosa fare del monumento. E dall'amministrazione ci si limita a puntualizzare che la questione «sarà affrontata appena ci sarà il tempo sufficiente». Il più preoccupato è per ora il ristoratore Franco Ghilardi, che è stato il vero promotore dell'opera, ha anticipato una grossa parte del denaro ora teme, spiega, «di restare con il cerino in mano».