II centrosinistra: "I fondi previsti serviranno a pagare gli stipendi del cda". Il Polo: "Una relazione spiegherà l'utilizzo delle somme" DI SCENA il Guggenheim in consiglio provinciale, con lo scontro sulle finalità della fondazione Sant'Elia e sulle spese, sia quelle sostenute "aspettando il Guggenheim" che quelle previste per i "gettoni" dei 14 esponenti del cda. La discussione sui 200 emendamenti è ripartita ieri sera dall'articolo 2 della bozza di statuto. «La nostra impressione è che i 600 mila euro del governo serviranno solo per pagare i gettoni. È strano che una fondazione, che non sarà agibile prima di tre anni, abbia già pronti i soldi per i gettoni di presenza», attacca Bernardo Mattarella, per il centrosinistra. Se la maggioranza cerca nuovi posti di sottogoverno, insomma, è avvertita. «Non accadrà quello che è avvenuto alla Gesap aggiunge Mattarella, che pone il problema dell'incompatibilità e del conflitto d'interesse Chi ricopre o ha ricoperto negli ultimi cinque anni una carica di sindaco, assessore, consigliere, presidente della Regione, deputato non può ricoprire incarichi nella fondazione». Il centrosinistra, che ha firmato 180 dei duecento emendamenti, e che chiederà il ritiro della delibera, aspetta al varco il presidente Francesco Musotto con un'interrogazione sull'ammontare delle spese sostenute finora dalla Provincia per eventi, serate, comunicazione istituzionale, consulenze, missioni all'estero, attività di rappresentanza ed accessori. L'accordo siglato per il Guggenheim rimane per il centrosinistra avvolto nel mistero. «Non ne abbiamo mai ricevuto copia. Ed è strano che dopo due anni la Provincia non abbia allestito nemmeno una mostra mentre a Roma in questigiorni si tiene quella alle Scuderie con 83 capolavori delle collezioni di Bilbao, New York e Veneiza» , scrivono i consiglieri Bernardo Mattarella e Alessandro De Lisi (Margherita), Giuseppe Badali (Ds) e Giusi Scafidi (Italia dei Valori). «Perché sono stati finanziati 600 mila euro virtuali per le spese di una fondazione che non esiste?», incalza Antonio Marotta di Rifondazione comunista. «A proposito di palazzo Sant'Elia, nello statuto della fondazione è la pregiudiziale che porrà Marotta non è citato nessun bene immobile». Per ribattere, la maggioranza si è coallzzata con un maxiemendamento in venti punti, in difesa della fondazione palazzo Sant'Elia e dei rapporti che dovrà intrattenere con il Guggenheim. Pietro Alongi, capogruppo di Forza Italia insiste sulla necessità che il Consiglio approvi lo statuto: «Entro il 30 settembre la Provincia deve presentare unarelazione che spieghicome verranno impegnate le somme. Vogliamo capire se il centrosinistra intende dare un contributo costruttivo o distruttivo». For-zaltalia propone di ridurre da 5 a 3 gli anni di carica peri membri del cda. Chiede che come immobile venga individuato soltanto palazzo Sant'Elia, per 20 anni rinnovabili. E propone un contenimento della spesa: il tetto massimo del compenso per sindaci e revisori non dovrà superare quello per i dirigenti degli enti locali. «Nel cda è prevista, se lo vorranno aggiunge Alongila nomina diun membro da parte della Regione».
II Guggenheim non c'è, i gettoni sì- Scontro in Consiglio provinciale sullo statuto della fondazione
Il centrosinistra ha firmato 180 dei 200 emendamenti per il Guggenheim, ma aspetta il varco del presidente Francesco Musotto per chiedere il ritiro della delibera. Il Polo ha firmato 20 emendamenti, tra cui uno che prevede la nomina di un membro del cda da parte della Regione. La discussione sui fondi previsti per la fondazione Sant'Elia è ripartita, con il centrosinistra che accusa la maggioranza di voler pagare gli stipendi del cda con i 600 mila euro del governo. Il presidente della Provincia, Francesco Musotto, è stato invitato a spiegare l'utilizzo delle somme. La maggioranza ha proposto un maxiemendamento in venti punti per difendere la fondazione e i rapporti con il Guggenheim.
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