La dimora di Marlia ceduta dalla famiglia Pecci Blunt dopo anni di trattative. Ministero, Regione, Provincia e Comune potrebbero esercitare la prelazione LUCCA. Villa Reale come l'ex ospedale di Carignano, come villa Mammoli di Umberto Veronesi: l'enorme complesso di Marlia è stato venduto a un russo, dopo anni di stazionamento sul mercato delle dimore di ultra lusso (si diceva, anzi, che fosse l'abitazione più cara di tutta Italia).Il contratto è in via di perfezionamento fra i Pecci Blunt e i nuovi proprietari. Sull'identità dei quali - al di là della nazionalità - il riserbo è strettissimo. Al momento rimane addirittura l'incognita se si tratti di una società oppure di una persona fisica. Dettaglio non secondario è il prezzo, anch'esso coperto da segreto: si sa che è più basso rispetto ai 40-45 milioni richiesti in partenza. Non si dovrebbe, comunque, essere scesi sotto la soglia dei 35 milioni. La vendita, in ogni caso, potra dirsi conclusa solo dopo che si sarà compiuto il percorso della prelazione in quanto bene culturale. L'atto di vendita, infatti, dovrà essere notificato entro 60 giorni dalla stipula al ministero dei beni culturali, alla Regione, alla Provincia e al Comune di Capannori, che dovranno a loro volta decidere entro 40 giorni se entrare in possesso della villa pagando la cifra contenuta all'interno del contratto. Poco più che una formalità, visto che difficilmente Stato ed enti pubblici saranno disposti a un esborso così significativo.