Roma. Il primo sì alla conversione in legge del Decreto Cultura (n. 83 del 2014) ha portato diverse novità. I deputati di Montecitorio hanno di fatto abolito i poteri commissariali che il Decreto aveva concesso al direttore generale del Grande Progetto Pompei, Giovanni Nistri. Contro le procedure straordinarie si era levato un coro di critiche ricordando gli scarsi risultati, i danni e gli abusi avvenuti a Pompei durante il periodo del commissario Marcello Fiori oggi processato per una serie di gravi reati dal Tribunale di Torre Annunziata. Viene quindi ristabilita la normale procedura ordinaria per i lavori di restauro e messa in sicurezza del sito archeologico. I 109 milioni di euro della Unione Europea verranno quindi decisi e spesi dal generale Nistri seguendo le regole del Codice degli Appalti Pubblici. La decisione della Camera dei deputati era stata favorita dal comportamento dello stesso generale Nistri che, nonostante il Decreto consentisse una serie di regole per accelerare i procedimenti di appalto, aveva continuato a seguire le procedure ordinarie, anche perché imposte dalle norme previste dalle leggi europee. L'approvazione in prima lettura del Decreto Cultura ha portato anche alla creazione di una serie di Commissioni di Garanzia per le autorizzazioni paesaggistiche allo scopo di limitare il contenzioso nato dai sempre più numerosi ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali in seguito agli interventi delle soprintendenze locali. In pratica, le nuove Commissioni di Garanzia, costituite da personale delle Direzioni Regionali del Ministero, potranno riesaminare, entro dieci giorni «i pareri, i nulla osta o altri atti di assenso» delle soprintendenze, «d'ufficio o su segnalazione delle altre amministrazioni coinvolte», che avranno tre giorni di tempo per presentare ricorso alla Commissione.
La Camera approva il Decreto Cultura, aboliti i poteri commissariali per Pompei
Il Decreto Cultura (n. 83 del 2014) è stato approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati. Il decreto ha abolito i poteri commissariali del direttore generale del Grande Progetto Pompei, Giovanni Nistri, e ha ristabilito la normale procedura ordinaria per i lavori di restauro e messa in sicurezza del sito archeologico. I 109 milioni di euro della Unione Europea verranno decisi e spesi dal generale Nistri seguendo le regole del Codice degli Appalti Pubblici. La decisione della Camera dei deputati è stata favorita dal comportamento dello stesso generale Nistri, che ha continuato a seguire le procedure ordinarie.
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