La sovrintendente Paolozzi Strozzi spiega il piano ideato con Slow Food «L'obiettivo è valorizzare il palazzo Ducale offrendo nuove opportunità» Un'ala del Ducale da valorizzare e un'idea ambiziosa dedicata all'alta cucina. E' la sovrintendente di Mantova Giovanna Paolozzi Strozzi a spiegare i dettagli di questo importante progetto di cui si è parlato anche recentemente. La firma della dichiarazione d'intenti dovrebbe essere infatti in settimana. «L'obiettivo di questo progetto - conferma - è quello di riqualificare il palazzo pensando anche alla città e al suo futuro, offrendo dunque nuove opportunità». In sostanza - come spiega Paolozzi - l'ala lunga del Ducale dovrebbe essere data a Slow Food Lombardia in concessione gratuita per un certo numero di anni e la Sovrintendenza resterà nel comitato scientifico in quanto proprietaria del bene. Con altri partner il concessionario, invece, si occuperà poi della ricerca fondi per i restauri e la realizzazione del progetto. Un centro di alta specializzazione culinaria nella sede di Palazzo Ducale. Come è nata questa idea? «L'idea non nasce in vista dell'Expo ma costituisce la conclusione di un più ampio progetto di riqualificazione della parte del complesso museale che aveva più bisogno di cure: piazza Castello e le fabbriche limitrofe. Abbiamo cominciato subito con la splendida piazza cinquecentesca, cuore pulsante della reggia, recuperandola alla dignità che le spetta, togliendole il ruolo non pertinente di mega posteggio in centro. Inoltre abbiamo restaurato gli affreschi sotto i portici che la contornano, anch'essi in stato di abbandono. Questo circa un anno e mezzo fa». E successivamente? «Abbiamo pensato poi a quell'ala bellissima che la separa da piazza Sordello: si tratta di un lungo corpo di fabbrica su tre piani per un totale di circa 3000 mq utilizzato in passato e fino ad oggi ad ospitare appartamenti per il personale che lavora in Palazzo. Negli ultimi anni si era quasi completamente svuotato e il degrado stava avendo la meglio: dovevamo intervenire con un progetto» . Da qui l'idea ha iniziato a prendere forma... «Sì. Fin dall'inizio ho pensato ad una scuola di alta specializzazione improntata sul recupero delle tradizioni imprenditoriali più vive di Mantova col fine ultimo di dare la possibilità ai giovani di imparare mestieri di eccellenza della loro terra.Un fine istituzionale che fosse compatibile con la straordinarietà del posto. Due le opzioni: una scuola di specializzazione in design e alta sartoria o una scuola collegata alla filiera agro-alimentare. La prima ipotesi non ha trovato riscontro positivo, la seconda sì grazie ad un incontro casuale con il dottor Nitri, segretario di Slow Food Lombardia. La mia proposta collimava con la loro intenzione di creare un "Centro del gusto" nel territorio mantovano». Quali sono i partner che vi accompagneranno nella realizzazione del progetto e che ruoli avranno? «Siamo ancora alla firma della "Dichiarazione di intenti"tra diversi partner che supporteranno il progetto Sovrintendenza Bsae - Slow Food: Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Università, Distretto culturale Regge dei Gonzaga e Regione Lombardia. Questi enti, che diventeranno soci fondatori dell'intero progetto, cercheranno, insieme a Slow Food, di concretizzarlo reperendo i fondi per iniziare gli interventi di ristrutturazione». Dopo la firma quali saranno le mosse successive? «La dichiarazione serve a conoscere su chi possiamo contare e dare il via ad un primo progetto di fattibilità riguardante il recupero dell'ala del complesso: quest'ultimo sarà allegato alla concessione degli spazi che ancora il mio Istituto deve stilare con Slow Food e sarà vincolante anche per gli interventi futuri di ristrutturazione. Le concessioni di questo tipo sono di competenza della Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia che si è già espressa favorevolmente e ha demandato al mio istituto la confezione del documento, in stretta collaborazione con essa». Quali obiettivi avrà concretamente questa scuola che nascerà nell'ala lunga del Ducale? «Il progetto scientifico - gestionale è in fase di costituzione e spetta al concessionario integralmente. La Sovrintendenza farà parte del comitato scientifico del nuovo istituto in quanto, comunque, come responsabile del sito, dovrà avvallare ogni attività che lo coinvolga, al di fuori della mera attività didattica prevista».