Mercoledì la direttrice Branciforti riunisce le associazioni ambientaliste e culturali per fugare i loro dubbi sul futuro del «laghetto» che, assicura, nessuno intende prosciugare. L'indagine ha scopi esclusivamente conoscitivi Il carotaggio dell'orchestra del teatro greco-romano, dove oggi affiora un laghetto di acqua sorgiva, non si farà a breve, come previsto in precedenza, ma in autunno inoltrato. La decisione è stata presa nel corso di una riunione dell'ufficio di direzione del «Museo interdisciplinare regionale», cioè del costituendo «Parco ARCHEOLOGICo di Catania» di cui il teatro antico è parte. In questa occasione i tecnici hanno esplicitato le caratteristiche dell'operazione di carotaggio, e cioè che si tratta di un intervento molto rumoroso, da eseguire con un macchinario di notevole dimensioni e che richiede qualche giorno di tempo. Insomma è un'attività che disturba la fruizione del monumento, tanto più nei mesi estivi quando ci sono molti turisti e molti gruppi che hanno prenotato la visita guidata. Proprio per questo, la direttrice Maria Grazia Branciforti ha deciso di rinviare l'intervento in un periodo «morto» dal punto di vista turistico e di farlo coincidere con quello in cui sarà necessario chiudere il teatro antico, per almeno due settimane, per effettuare dei lavori, come la sostituzione delle passerelle, previsi nell'ambito del progetto di valorizzazione ora in corso, finanziato con fondi europei. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo ingresso da piazza San Francesco all'Immacolata attraverso un grande cortile e un ambulacro nel quale sarà visibile anche un tratto di un muro del teatro greco arcaico che sorgeva nello stesso luogo dove poi è stato edificato il teatro romano. La chiusura del teatro per effettuare questi lavori, carotaggi compresi, sarà annunciata con mesi d'anticipo in modo da dare il tempo alle guide di organizzarsi e da non penalizzare gli incassi. Intanto mercoledì prossimo, alle 11, al teatro, la dottoressa Branciforti ha convocato le associazioni ambientaliste e culturali che hanno espresso dubbi e perplessità sull'operazione carotaggio in modo da spiegare esattamente come si interverrà e da fugare le preoccupazioni emerse. In quest'ottica ribadisce che il laghetto non sarà prosciugato e che l'acqua che continuerà a seguire il suo corso, come avviene da tempo, con anni in cui il livello è alto e anni in cui l'area rimane a secco. L'indagine in programma, dunque, ha esclusivamente uno scopo conoscitivo. «Allo stato - spiega la dottoressa Branciforti - non sappiamo bene a quale quota è la falda acquifera, in quale strato geologico scorre e non conosciamo la permerabilità del terreno, tutte notizie che è importante avere per potere affrontare qualunque evenienza». La direttrice del costituendo «Parco ARCHEOLOGICo» ricorda che, a fine maggio scorso, per lavori sulla rete fognaria, è stato necessario chiudere delle paratie e subito l'acqua al teatro antico è risalita raggiungendo un livello preoccupante, a pochi centimetri dalle passerelle, e invadendo i piani cantinati dei palazzi che sorgono sul teatro. Una situazione che li ha allarmati e spinti a chiedere un intervento rapido che ha riportato la situazione alla «normalità». Che a formare il «laghetto», con l'attuale massa d'acqua, fosse stata la realizzazione di paratie in cemento lungo le condotte fognaria su via Garibaldi e vicino piazza Duomo emerse da uno studio effettuato nel luglio del 2000 da una commissione composta da personale della sovrintendenza, del Genio civile e degli uffici comunali competenti e voluta dall'allora assessore alla Cultura Fiumefreddo. Allora, per capirne di più, si disse che bisognava effettuare ulteriori indagini, sempre in sinergia, ma non se ne fece nulla. E c'è chi ricorda l'indagine sulle acque sotterranee fatta nel 1934 dal prof. ing. Girolamo Ippolito nell'ambito dello studio di massima per la fognatura. Studio in cui è citata espressamente la «falda acquifera visibile in corrispondenza della scena del teatro antico». «Gli allagamenti lamentati nella parte bassa della città, e segnatamente in piazza del Duono ed adiacenze - scrive - sono da attibuirsi perciò ad insufficienza delle fognature pluviali che, rigurgitando le acque, le obbligano a convogliarsi lungo le vie Etnea, Vittorio Emanuele e Garibaldi, le quali convergono tutte con notevole pendenza verso piazza del Duomo... Le acque superficiali in eccesso sulle portate smaltibili dalle fogne vanno poi facilmente ad invadere i pozzi e le cavità da cui rifluiscono nella falda freatica, la quale non può smaltirle che lentamente. Questo meccanismo potrebbe anche spiegare i tre metri d'acqua nelle fondazioni del Teatro Greco». 12072014
SICILIA - Il restyling del Teatro Antico
La direttrice del Museo interdisciplinare regionale di Catania, Maria Grazia Branciforti, ha convocato le associazioni ambientaliste e culturali per spiegare come si interverrà sul carotaggio dell'orchestra del teatro greco-romano, previsto per autunno. L'intervento è stato rinviato a un periodo morto dal punto di vista turistico e sarà effettuato in coincidenza con la chiusura del teatro per effettuare lavori, come la sostituzione delle passerelle. La direttrice ha spiegato che l'indagine ha scopi esclusivamente conoscitivi e che il laghetto non sarà prosciugato.
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