«PEPPE era uscito dall'auto quando è stato colpito da una pietra alla spalla sinistra». Peppe è un tassista e a raccontare quanto avvenuto ieri mattina sono i colleghi che stazionano davanti alla Galleria Umberto dal lato del teatro San Carlo. Il frammento si stacca dall'aquila che svetta sull'ingresso del monumento. Giù calcinacci. Questa volta non seminano morte e dolore ma bastano a scatenare panico con conseguente fuggi fuggi. «Poteva andare molto peggio», spiegano i tassisti mentre arriva la polizia municipale a presidiare la nuova area a rischio. Sul posto si presentano anche il vicesindaco Tommaso Sodano e l'assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo. Volti tesi, poca voglia di parlare. Le operazioni si prolungano per tutta la giornata. Mentre a Palazzo San Giacomo si succedono le riunioni. Si valuta anche il rischio di essere costretti a interdire il passaggio nella Galleria o di limitarlo. I tassisti, comunque, vengono allontanati dalla loro area di sosta. Nuove transenne, lunghe oltre dieci metri, sono sistemate in via San Carlo e si aggiungono a quelle che bloccano l'ingresso di via Toledo dove la caduta di parte del fregio della Galleria Umberto, sabato scorso, ha ucciso il povero Salvatore Giordano, 14 anni appena, e l'unica colpa di andare a passeggio con un gruppo di amici. In pratica, metà Galleria è inaccessibile, trasformata in un grande cantiere sovrastato da un unico incubo: "pericolo crolli". E a quelli "confermati" e contrassegnati dalle transenne rosse e bianche si aggiungono quelli non ufficiali, perché di segnalazioni ne arrivano in continuazione, tutte concentrate nella Galleria Umberto che da sabato non è più un'attrazione turistica, ma un luogo di paura. I passanti arrivano soprattutto per guardare il posto della tragedia, lasciare fiori e messaggi in ricordo di Salvatore. In serata il sindaco Luigi de Magistris firma l'attesa ordinanza con la quale ordina l'avvio immediato, a partire da oggi, dei lavori di messa in sicurezza, affidati ad una ditta già individuata. Interventi il cui costo sarà a carico dei proprietari interessati. L'ufficio stampa di Luigi de Magistris sottolinea anche che all'Avvocatura di Palazzo San Giacomo è stato notificato un provvedimento dalla Procura che individua il sindaco, quale legale rappresentante del Comune, come persona offesa nell'inchiesta avviata sulla morte del povero Salvatore. Intanto, la soprintendenza (nessuno dei suoi dirigenti è indagato) in una lunga nota afferma che «l'edificio ha un vincolo del 1997 notificato per le proprie parti a una serie di condomini privati, all'amministrazione comunale e a enti. Fatte le opportune ricerche di archivio, in relazione all'area dove è avvenuto il crollo, non risultano pratiche di richieste di lavori inevase dalla Soprintendenza. L'ultimo intervento di rilievo - si legge nella nota che ha interessato la manutenzione della facciata, limitatamente alla parte destra, rispetto all'arco di ingresso, dove è avvenuta la tragedia, risale al 2009 sulla scorta di un progetto presentato dal privato condominio a seguito di un'ingiunzione della stessa soprintendenza».